Ribellarsi è giusto?

Un vecchio detto dice che ognuno di noi è unico e insostituibile, poiché siamo tutti diversi e la nostra "diversità" si ravvisa non tanto nell'aspetto esteriore quanto nel nostro modo di pensare, di scegliere e di criticare positivamente o negativamente i pensieri degli altri.
Proprio da questa nostra diversità di pensiero sono state generate le ribellioni che a volte sono state così grandi ed incisive che hanno cambiato il corso della storia. Esse sono nate con gli uomini che sin dall'antichità hanno rovesciato governi e aizzato rivolte spinti dal desiderio di dire basta a cose che non gli andavano bene ed è grazie ad esse che ora possiamo godere di diritti e non adempiere solo a doveri.
Sicuramente quindi le rivolte sono un'azione positiva se fatte per giuste cause anche perché denotano la voglia di cambiamento e di forza di volontà degli uomini che spessissimo si sono fatti avanti per dare un senso ed una certa qualità alla loro vita e a quella degli altri.

Un esempio ci viene offerto da Martin Luter King, paladino delle persone di colore, che ha avuto la forza di denunciare i soprusi subiti da quella che oramai veniva definita come una "razza" e di promuovere il principio dell'uguaglianza fra ognuno indipendentemente da razza, occupazione e colore della pelle come diceva lui nel suo famosissimo discorso "I have a dream".
Prima di lui e ancora dopo di lui sono state le donne a farsi valere sempre con l'idea di uguaglianza questa volta tra i sessi in testa per raggiungere la conquista dei diritti che venivano loro negati e che in alcuni Paesi mancano ancora oggi.
Recentemente in medio oriente ci sono state rivolte, tutt'altro che pacifiche, iniziate dai giovani, stufi di dover sottostare a dittature troppo opprimenti, che hanno portato migliaia di morti e il ricorso a nuove elezioni amministrative che hanno decretato l'ascesa al potere di nuove personalità scelte democraticamente dai diversi popoli dopo che essi stessi avevano rovesciato i precedenti governi.
Ma non sono solo questi gli esempi di rivolta poiché ognuno di noi compie delle proprie ribellioni soprattutto in quel periodo della vita nel quale ogni cosa ci sembra fuori posto e che il mondo sia in un certo senso unito contro la nostra libertà e che viene comunemente chiamato adolescenza.
In questa fase nella quale si esce dall'equilibrio iniziale rappresentato dall'infanzia a farla da padrona sono i continui cambiamenti e la voglia spasmodica di libertà che frequentemente ci portano a scontrarci con i genitori anche per cose che agli occhi di un adulto possono sembrare ovvie e scontate ma che per un adolescente sono inaccettabili.
Questa continua battaglia genitore-figlio ci prepara ai "violenti" scontri che dovremo sostenere nella vita per farci valere e trovare un posto nella società.
In fin dei conti la ribellione è un fenomeno molto positivo a differenza della conformità che è invece un pericolo per la società poiché l'indifferenza verso le scelte di chi "comanda" denoterebbe una sottomissione che accrescerebbe il potere di "alcuni" rendendoci schiavi paragonabili a pedine.

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