Lo smaltimento dei rifiuti è un problema sempre più sentito sia dai cittadini che dalle amministrazioni, a causa dell’incredibile quantità di immondizia che la società moderna produce. Una delle soluzioni che sta prendendo piede è la raccolta differenziata, praticata in sempre più numerose città italiane. Esprimi le tue considerazioni in merito.

Scaletta


1. Introduzione: il difficile problema dell’immondizia.
2. Gli italiani e la raccolta dei rifiuti.
3. Ancora poca sensibilità per la raccolta differenziata.
4. Per non parlare poi degli ingombranti…
5. L’importanza di riciclare, ad esempio, la carta.
6. Conclusione: bisognerebbe essere tutti più consapevoli.

Crescere con l’incremento demografico e a quest’ultimo sembra essere direttamente proporzionale: è l’immondizia. I dati raccolti dall’Anpa (Agenzia nazionale di protezione ambientale) evidenziano una produzione di spazzatura di oltre ventinove milioni di tonnellate, nell’anno 2000, con un incremento del tre per cento rispetto all’anno precedente.

Notevole il numero di rifiuti che ciascuno di noi produce nell’arco di dodici mesi: oltre cinquecento chilogrammi. Gli italiani che buttano più immondizia nei cassonetti sembrano essere decisamente quelli del Centro della Penisola, con cinquecentosettantuno chilogrammi a testa, contro i poco più di quattrocentocinquanta chilogrammi dei meridionali. La sola Lombardia produce in un anno 4,4 milioni di tonnellate, anche se con opportuno senso di responsabilità, essendo infatti anche la regione italiana più attenta alla raccolta differenziata.
Nel complesso, sempre da un anno all’altro, la raccolta differenziata è cresciuta dell’1,7 per cento, ma la sensibilità degli italiani verso questa bella forma di rispetto per l’ambiente circostante è ancora poca. Inoltre, marcato- come sempre – è il contrasto tra il Nord e il Sud dello Stivale.
Ma se la raccolta differenziata dei piccoli oggetti (vetro, carta, batterie, medicinali, plastica, ecc.) è tutto sommato sulla buona strada, molto meno lo è quella concernente i cosiddetti beni durevoli, di dimensioni certamente maggiori. Mi riferisco agli elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ma anche televisori e radio), le cui apparecchiature contengono e immettono conseguentemente nell’ambiente clorofluorocarburi e idrofluorocarburi, sostanze dannosissime per l’ozono e in grado di accrescerne il già notevole buco.
Vige, infatti, da noi la brutta, errata abitudine di andare a gettare i vecchi elettrodomestici ormai in disuso nei pressi dei boschi o nelle vallate o sui cigli di stradine secondarie.
Basta farsi un giro fuori dalle città o dai paesi per vedere queste discariche abusive, contenenti di tutto. Non si ha rispetto della natura perché non la si ama e perché si tende generalmente a reputarla una “cosa”, un oggetto, quasi alla stregua dei rifiuti stessi. Non tutti hanno infatti compreso ancora in un Bel florido Paese qual è L’Italia, che la raccolta differenziata dei rifiuti è importante non solo per la tutela dell’ambiente, e di noi stessi che ci viviamo, ma anche e soprattutto perché consente il riciclo dei vari materiali.
Il processo di riciclaggio ha lo scopo di evitare sprechi in termini economici; ma non solo. Si pensi, ad esempio, alla carta. Se riciclata, questa permette che la natura e le foreste conservino infatti molti più alberi di quelli che verrebbero tagliati se noi incoscientemente continuassimo a buttare nella pattumiera giornali e riviste insieme a tutti gli altri rifiuti.
Non dobbiamo mai dimenticare che la consapevolezza è uno dei fattori che possono aiutare noi singoli cittadini a vivere meglio e l’intera comunità a prosperare.

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