Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'atteggiamento verso la politica è caratterizzato da ambivalenza, oscillando tra diffidenza e ammirazione per i politici, percepiti come bifronti.
  • Lo stato moderno ha ampliato i suoi poteri e responsabilità, ma spesso fatica a gestire le situazioni in modo efficace, ricorrendo a soluzioni burocratiche.
  • Le classi dirigenti stanno subendo una trasformazione, con poteri non istituzionalizzati che emergono, come quelli della cultura e della tecnica, rendendo obsoleti i partiti tradizionali.
  • L'intellettuale è visto come un difensore della libertà e dell'originalità, impegnato a demistificare le forze politiche e a promuovere la contestazione.
  • Thomas Mann avverte che disinteressarsi della politica è un autoinganno morale, sottolineando l'importanza della partecipazione per evitare derive autoritarie.

Ambivalenza nella politica

Di fronte alla vicenda e ai modi operativi della politica, specialmente quando si presenta non lineare ed alimenta e giustifica sospetti, molti assumono un atteggiamento ambivalente di cautela e di diffidenza o di stima e ammirazione, come per le cose che si presentano bifronti, con un volto apparente di perbenismo e con un altro, demoniaco. In presenza del Machiavelli, e quindi degli uomini politici, c'è chi fa propria la definizione che il manzoniano don Ferrante dà del politico fiorentino: "mariolo si, ma profondo" e spesso l'accento si posa più insistente sul primo termine. D'altra parte, tutti sono pronti a riconoscere che certe conquiste della vita politica, certe istituzioni come la democrazia non devono essere alienate; nello stesso tempo, ben pochi e non sempre i più idonei partecipano alla competizione per la gestione del potere.

Stato moderno e crisi

Ancora: lo stato moderno, anche in conseguenza del fallimento di altri organismi, si è arricchito di funzioni e compiti, ha dilatato i suoi poteri di intervento e di controllo, ha esteso la sua presenza anche là dove prima operava il singolo, si è addossate moltissime responsabilità: contemporaneamente non riesce ad esprimere il volto più alacre e moderno del popolo che lo crea, si muove con fatica e con grande spreco, non solo di denaro, tende ad addormentare le situazioni quando è inetto a risolvere per inadeguata preparazione anche tecnica, oppure le avvia a soluzioni burocratiche, le peggiori, pone al vertice gente arida mentre sarebbe necessaria la presenza di gente intrepida, capace di rapide decisioni, ricca di estro. tema svolto di italiano sul potere politicoPerciò anche in politica e forse più che in altre attività, il nostro tempo si muove su due piani, è antico ed ha velleità di modernità, opera con criteri lenti e vuole proporsi come modello di organizzazione: da ciò, ma non solo da ciò, la crisi delle sue funzioni e degli organismi di cui si serviva un tempo.

Trasformazione delle classi dirigenti

Assistiamo e non solo in Italia ad una trasformazione delle classi dirigenti: al politico si contrappongono o con lui cooperano nelle decisioni altri poteri, non ancora istituzionalizzati, quelli della cultura, per esempio, e quelli dei tecnici. Qualche studioso di politica non parla più di democrazia ma di tecnocrazia: altri di meritocrazia. A qualcuno pare di potere concludere sulla morte delle ideologie politiche e sul tramonto dei partiti. Altri avverte che la democrazia, nel senso di effettiva e diretta partecipazione delle masse alla guida del potere, è una menzogna convenzionale, un pennacchio: di fatto invece ci troviamo in presenza di una democrazia permissiva, di un regime sostanzialmente dispotico che opera però in modi più puliti e raffinati che i totalitarismi rozzi e violenti, del tutto improduttivi in tempi di società industriale, non più violentando la libertà (questo modulo appartiene alle culture sottosviluppate, a classi di potere che procedono con il passo militaresco dei vecchi dittatori) quando rendendola del tutto inefficace. A questi approdi concorrono il controllo dei mezzi di produzione e la manipolazione dell'opinione pubblica attraverso l'uso appropriato dei mezzi di comunicazione di massa.

Qual è il ruolo dell'intellettuale?

Certo, non esiste un solo modo di essere democratici, e non c'è solo una via di approccio ai problemi dell'uomo socialmente operante ed organizzato. Si pensi tra l'altro alla maggiore presenza dei sindacati nella vita degli stati. E si pensi anche ai compiti che in una società così fatta ha l'intellettuale con il suo impegno antidogmatico, con il suo virile e razionale coraggio, con la sua abitudine alla demistificazione e al ripudio delle frasi fatte: l'intellettuale sa che le forze politiche non hanno una potenza naturalistica ed inarrestabile, ma possono e debbono essere dominate, sa che tutto è prodotto dall'uomo e tutto può essere prodotto per l'uomo, sa che sul piano sociale il suo compito più importante è di difendere la libertà contro l'intolleranza, l'originalità contro la burocratizzazione, la novità contro il formalismo, sa che tutte le istituzioni sono strumenti operativi, nascono in un tempo e non possono essere considerate dei fini rigidi, delle forze bloccanti, conosce le vie dell'opposizione e della contestazione, desta le forze genuine dell'uomo. Al qualunquista poi che finge sdegno per la politica e preferisce la stolida e nefasta politica delle "mani nette" sono dirette le seguenti parole di Thomas Mann, che sono un monito ed un invito a fare politica se vogliamo non essere ancora sorpresi dall'arrivo dei dittatori e dei colonnelli: "Non è forse vero che l'uomo che oggi dichiara: 'Io di politica non mi occupo' ci sembra alquanto insulso? Noi sentiamo la sua dichiarazione non solo come egoistica, estraniata dal mondo, ma anche come uno stolto autoinganno, come una stupida inferiorità. Una tale affermazione palesa un'ignoranza non tanto intellettuale, quanto morale.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'atteggiamento comune verso la politica secondo il testo?
  2. Molti mostrano un atteggiamento ambivalente di cautela e diffidenza, ma anche di stima e ammirazione, di fronte alla complessità e ai sospetti che circondano la politica (testo).

  3. Come viene descritto lo stato moderno nel contesto della crisi attuale?
  4. Lo stato moderno ha ampliato le sue funzioni e poteri, ma fatica a esprimere un volto dinamico e moderno, mostrando inefficienza e una tendenza a soluzioni burocratiche (testo).

  5. Quali trasformazioni delle classi dirigenti vengono osservate nel testo?
  6. Si assiste a una trasformazione delle classi dirigenti, con l'emergere di poteri non istituzionalizzati, come quelli della cultura e dei tecnici, e una crescente discussione su tecnocrazia e meritocrazia (testo).

  7. Qual è il ruolo dell'intellettuale nella società secondo l'autore?
  8. L'intellettuale ha un compito fondamentale di difendere la libertà, promuovere l'originalità e opporsi alla burocratizzazione, riconoscendo che le forze politiche possono e devono essere dominate (testo).

  9. Qual è il monito di Thomas Mann riguardo all'apatia politica?
  10. Thomas Mann avverte che chi si disinteressa della politica mostra un'ignoranza morale e rischia di essere sorpreso dall'arrivo di regimi autoritari, sottolineando l'importanza di impegnarsi attivamente (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community