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Nostalgia un viaggio nell’"io" interiore


La nostalgia, questo sentimento evocativo, è presente in ognuno di noi, poiché le esperienze trascorse ci completano come esseri viventi capaci di provare sentimenti ed emozioni. Essa pervade la mente e la nostra immaginazione nel ricordo dei fatti e delle vicende accaduti nel nostro passato. La nostalgia, essendo un sentimento di tristezza suscitato dal rimpianto malinconico di cui si nutre la nostra fantasia emotiva più profonda, fa riaffiorare in noi ricordi ed emozioni ormai lontani. Queste emozioni, a volte, possono essere tristi e nostalgiche nel ricordo del tempo perduto e altre volte piacevoli perché ci ricordano il tempo felice e spensierato dell’infanzia. La parola “nostalgia”, di derivazione greca che significa “dolore del ritorno”, è sovente associata alla sofferenza interiore per la ritrovata consapevolezza del trascorrere inesorabile della nostra vita, percepita come un’irrimediabile perdita di un passato che non ritornerà mai più.
Questa consapevolezza provoca in noi un senso di disagio interiore, che si ripercuote nel rapporto con il prossimo. Essa ci porta a voler trasmettere a tutti i costi, un’immagine positiva di noi stessi, annullando così la nostra personalità quasi a non voler far trasparire la nostra interiorità. In questo modo ci rendiamo fragili e vulnerabili agli occhi della gente con cui ci rapportiamo. Ciò nonostante, dentro di noi, questa sofferenza interiore, legata alla nostalgia, finisce quasi per paralizzarci creando una sorta di ragnatela di ricordi intrinsechi. Tutto questo finisce per generare in noi una sensazione di vuoto, quasi un malessere del vivere, paragonabile a quello descritto dal poeta ligure Montale nelle sue poesie, in particolare in “Cigola la carrucola del pozzo”. Alla mente del Montale si riaffaccia un viso familiare, una persona amata, ma subito scompare lasciando una dolorosa traccia di vuoto e di solitudine. Il tema di questo “osso breve” è il ricordo o meglio l’importanza e, insieme, la difficoltà del ricordare.
Concentrati come siamo nel voler sempre apparire al meglio, cosi come ci impone la società moderna in cui viviamo, sempre più proiettata verso il futuro e il progresso, ci dimentichiamo che esistono altri pensieri ed emozioni profonde, quali un semplice gesto quotidiano, come una carezza, un abbraccio, una parola d’incoraggiamento, caduti ormai in disuso a causa della dipendenza dai social network. Per uscire dal labirinto di pensieri creato dalla nostalgia, può essere d’aiuto la presenza amica di chi ci comprende e ci ama per quello che siamo, senza volere nulla in cambio tranne la nostra felicità, incoraggiandoci ad andare avanti, a non desistere di fronte alle difficoltà che la vita ci riserva, liberandoci da queste paure ansiose e a volte inutili, dettate dall’enorme e inquietante fobia di non raggiungere gli obiettivi prefissati, (ad esempio la ricerca continua ed estenuante del lavoro), rendendoci vulnerabili di fronte alla realtà cruda e spietata.
Al contrario di quanto solitamente siamo portati a pensare, le persone fragili, emotive e spesso nostalgiche sono in realtà quelle più forti, perché capaci nella loro quotidianità di proseguire nel difficile cammino della propria vita, rimettendo insieme i cocci del loro passato, ricompattandoli e dandogli una forma armonica che conferisca un valore alla loro esistenza, non avendo alcun timore nel volgersi indietro ripensando agli errori commessi.
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