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Pensare e la sua necessità

Mi ritrovo così, con due occhi di fronte ad uno schermo a scrivere sul pensiero, fisso i tasti e penso a quanto sia un’invenzione comoda la scrittura a computer, rifletto, giro lo sguardo e vedo un raggio di sole sbucare a destra della lunga tenda gialla, “fantastico!” penso, e mi viene in mente che questo pomeriggio potrei andare a fare un giro in paese o a fare una camminata con Cloe e così mi viene in mente che l’ho lasciata chiusa in cucina in quanto prima l’avessi lasciata mangiare tranquilla, mi reco i cucina, le apro e piange, penso a cosa starà pensando, se fosse arrabbiata con me, se per caso avesse ancora fame o magari se volesse essere me per mangiare il mio cibo, ma in questo caso non le sarebbe conveniente perche oltre a mangiare e dormire durante il giorno dovrebbe anche studiare… solo pensando allo studio mi viene in mente che devo tornare a completare il mio testo, nel dubbio le do altro cibo, e me ne vado.
Torno alla postazione di base, continuo a pensare, mi viene in mente tutto e niente, sembrerebbe un contro senso, ma il tempo passa e continuo a pensare…

La scuola, i compiti, i doveri, i voleri, i programmi, i problemi, i ricordi, i rimorsi, il passato, il futuro, si possono concentrare in un’istante rifugiandosi in una parte del presente, presente in ognuno di noi, nel pensiero.
I pensieri delle nostre menti formano reti di autostrade invisibili vaganti nell’aria senza fine.
Ogni tanto pare di avere delle pause, dei vuoti, proprio in momenti decisivi, in cui il pensare porterebbe a una decisione, ma in realtà non è così ed il problema sta qui.
Si inizia a pensare in un preciso momento, o forse no, non c’è mai stato un inizio, ma sempre un continuo o un evolversi di pensieri e sottopensieri che spesso portano a collegamenti del tutto inusuali, perdendo ogni volta l’inizio.
Da un lato il continuo riflettere con se stessi aiuta a portare a una decisione, ponendo al centro un obiettivo, dall’altro invece può risultare negativo, in quanto difficile e distraente.
Spesso, infatti, in alcuni momenti si vorrebbe mettere in pausa tutto, liberando la mente e alleggerendosi di tanti pesi che i pensieri portano con se, ma pare impossibile, così che anche dopo una lunga giornata si spera di chiudere gli occhi allontanandosi dal mondo, ma invece, inconsapevolmente si continua a pensare viaggiando tra i sogni, senza liberarsi in fondo di tutto.
Spesso si ha talmente tanto da fare che il pensiero si preferirebbe non averlo, ma la vita come sarebbe?

Mi ritrovo così, con due occhi di fronte ad uno schermo a scrivere sul pensiero, ma che cos’è il pensiero?! Non mi interessa, fisso i tasti e non ci trovo niente di che, giro lo sguardo e vedo un raggio di sole sbucare a destra della lunga tenda gialla, bah, nel frattempo sento un guaito di Cloe dall’altra parte della casa ma non ci faccio molto caso, non mi interessa particolarmente e non mi viene in mente niente, il tempo passa e continuo a fissare lo stesso schermo scrivendo parole a caso per riempire lo spazio, perché in fondo niente ha un perchè…

Pensare amplia i confini della visuale ottica. Pensare rende le cose più complete. Pensare dà un proprio perché ad ogni cosa. Pensare aiuta a ricordare. Pensare porta a dare una propria opinione. Pensare porta ad aprire porte per diverse strade per poterne poi prendere una, spesso la più giusta. Pensare porta, inoltre, ad arrivare a nuovi concetti…
Ci si immagini ora un mondo senza tutto questo, un mondo piatto… come sarebbe possibile?
Pensare, nonostante tutto, è necessario e molto affascinante.

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