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LE NAVI DA CROCIERA DI GROSSE DIMENSIONI NON POSSONO NAVIGARE NEL MEDITERRANEO

Non ritengo adeguato che le navi da crociera di grandi dimensioni possano navigare per questioni di sicurezza. Non solo che non possano farlo nel Mediterraneo, ma che non lo debbano fare in nessun mare.
Grazie a dati precisi è possibile attestare che una nave da crociera di grosse dimensioni è alta circa 60 metri, larga una quarantina e lunga più di 200; può contenere circa 4.000 persone tra passeggeri ed equipaggio. A bordo di queste città galleggianti ci sono 2400 tonnellate di carburante, l'equivalente del trasporto di una piccola petroliera, la quale in caso di perdite causa danni incredibili all'ambiente.
Penso che chi sceglie di passare le sue vacanze su una nave da crociera lo faccia più per il gusto di vantarsene che per il piacere di trascorrere del tempo su questi colossi marini. In media poter andare in crociera per poco più di una settimana costa dai mille ai duemila euro a persona, ritengo che chi dispone di queste cifre non si renda conto di ciò che potrebbe farne, parlo solo in termini di vacanza, non voglio entrare nel merito delle scelte di spesa dei propri soldi. Si pensa davvero che per trovare il lusso ci sia bisogno di andare a bordo di una nave? Io non credo. Volendo spendere una cifra di questo genere si potrebbero trovare anche a terra tutti i comfort che offre una nave da crociera. Ma evidentemente non sono in molti a pensarla così, infatti, circa 18.000 persone all'anno fanno una crociera.

Tralasciando la morale, credo inoltre che navi che hanno a bordo 4.000 persone se non di più, non possano garantire a tutti la sicurezza in caso di problemi. Non possono esserci 4.000 salvagenti su ogni ponte ed è altrettanto improbabile che, mentre la nave sta affondando, i passeggeri percorrano tredici piani per tornare nelle cabine e prendere i giubbotti di salvataggio.
Esistono navi da trasporto merci grandi come quelle della Costa che possono, anzi che devono viaggiare, a bordo di queste si trovano un numero esiguo di persone, solo l'equipaggio necessario e le norme di sicurezza sono facilmente applicabili a un numero ristretto di persone. Trovo inevitabile confermare la tesi iniziale sulla possibilità di navigare delle enormi navi da crociera nel Mediterraneo, portare l'esempio della Costa Concordia affondata sugli scogli dell'isola del Giglio la notte tra il 13 e il 14 gennaio. L'incidente è dipeso da un errore del comandante che, volendo portare avanti la pratica dell'inchino delle navi da crociera, si è avvicinato troppo alla costa e si è incagliato in uno scoglio, praticando uno squarcio nella nave di oltre 70 metri. Ma possiamo davvero dare la colpa solo al comandante? Certamente lui è il primo imputato, avendo svolto lui la manovra ed essendosi giustificato con una frase come "quello scoglio non doveva esserci!", ma sappiamo che queste manovre di avvicinamento alle isole come saluto alla popolazione venivano svolte da molto tempo e molto spesso con distanze ridicole. Parlando ancora di costi, sappiamo che se venisse scelto di smantellare la Concordia il tutto costerebbe tra i 60 e i 100 milioni di euro. La gente sembra però non comprendere, nemmeno in seguito a questo incidente; sono pochi coloro che hanno dichiarato di essere contrari all'annullamento della propria crociera, i più trovano giustificazioni agli errori commessi e credono che la cosa non si ripeterà e che anzi, considerando quello che è successo, ci sarà maggior attenzione da parte di tutti. Altro fattore che fa riflettere è sicuramente il turismo che si è sviluppato in questi giorni sull'isola, gente che parte appositamente per andare a vedere la nave arenata.
In molti si sono posti la domanda che anche noi ci siamo fatti, sulle dimensioni delle navi, ma la risposta è stata ben diversa: gli incidenti in mare che riguardano questo genere di imbarcazioni sono pochi e non si possono fare generalizzazioni, a bordo delle navi ci sono strumentazioni adatte che possono prevenire gli incidenti. Ma se queste strumentazioni non bastassero? Se dovesse accadere ancora un disastro come quello della Concordia? Questa volta potrebbe essere in mare aperto e certamente i soccorsi non sarebbero così agevolati.
Oltre a questo è stato anche annunciato che non esistono limiti tecnici per le dimensioni delle navi, i limiti stanno solo nella fantasia e nella disposizione di soldi.

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