Concetti Chiave
- L'inizio del Novecento segna un uso massiccio del trucco, grazie ai movimenti femministi e all'influenza dei mass media, che permettono alle donne di controllare la propria immagine.
- Durante la Belle Epoque, nascono brand iconici come MaxFactor e Revlon, e viene creato il primo mascara, segnando un'importante evoluzione nel trucco.
- Negli anni ruggenti, il cinema muto lancia l'icona 'VAMP', simbolo di una donna indipendente, con un trucco che enfatizza il languore e la sensualità.
- Gli anni Trenta vedono il ritorno di una donna raffinata e sensuale, con un trucco più naturale e la nascita della figura del 'MAKE-UP ARTIST'.
- Il fascismo promuove un ideale di donna robusta e in carne, contrastando l'immagine di donne magre e pallide, influenzando profondamente la rappresentazione femminile nei media.
Qual è l'evoluzione del trucco nel Novecento?
Per un nuovo uso massiccio del trucco, si devono attendere i primi anni del Novecento quando la donna (grazie ai movimenti femministi, ai mass media, ai giornali, alla radio al cinema etc.) riesce a diffondere un’immagine femminile omogenea e proporne la ripetizione alla donna comune. Finalmente il controllo del costume è in mano a sé stesse.
La Belle Epoque è il periodo dell’incremento dello sviluppo dei trucchi ed è in questi anni che nascono la MaxFactor, la Esté Lauder e la Revlon. Nel 1913 viene inventato il primo mascara da Mabel (creatore della MaybelineNewYork): è costituito da polvere di carbone e vasellina compattata in panetti avvolti in panni umidi. L’ottimismo presente agli inizi di questi anni, si spegne con l’ingresso della Prima Guerra Mondiale; la donna si lascia andare non preoccupandosi del proprio aspetto esteriore; con la fine della guerra le donne iniziano ad ispirarsi alle fotografie delle signore aristocratiche. La moda di questi anni era avere un vitino da vespa, un trucco naturale e un ampio cappello in equilibrio su dei capelli finti. La bocca veniva disegnata a forma di cuore per poi essere coperta dal fondotinta. Le sopracciglia erano sottili e cadenti, così come la forma degli occhi, contribuendo a determinare un aspetto languido. Le icone principali della Belle Epoque sono: Louise Brooks, Gloria Swanson, e Helena Rubinstein.
L'icona VAMP e gli anni ruggenti
Si sviluppa l’icona ‘VAMP’ (diminutivo di vampira) grazie al cinema muto e alla sua pellicola in bianco e nero. Capelli corti che ricordano l’austerità Vittoriana, occhi di colore nero, sfumati sulla palpebra inferiore, sopracciglia scurite e allungate con arco discendente che hanno l’obbiettivo di trasmettere languore, carnagione pallida e la bocca a forma di cuore rimpicciolita rosso scuro o prugna rappresentano l’icona del momento (Pola Negri e Gloria Swanson). Le pose, il trucco e la pellicola in bianco e nero propongono una donna indipendente e fatale che dopo il periodo di privazioni causate dalla guerra, si aprono a una nuova epoca di ottimismo e di benessere. La società si sente liberà e piena di speranza, ecco perché vengono chiamati ‘ANNI RUGGENTI’.Verso poco più della metà degli anni Venti non sono più i pittori e gli scultori a dettare i canoni di bellezza del tempo, ma le dive del cinema muto: furono proprio loro a far conoscere alla società la garçonne e la flapper. La garçonne è un’eterna adolescente, che ha un corpo asciutto con caratteri androgeni, seno e vita inesistenti, fianchi stretti, tendente alla bidimensionalità.
Invece la flapper è una donna trasgressiva, che ama le sigarette, ama Coco Chanel e ha un fisico maschile. L’icona di questi anni è sicuramente l’attrice Louise Brook che ricopre tutte queste caratteristiche. E’ proprio durante questo periodo che per la prima volta nella storia, i capelli vengono tagliati alla maschietta e si inizia ad apprezzare il fisico atletico, i muscoli e il lavoro manuale. Tutto ciò ha lo scopo di simboleggiare la parità fra i sessi. Avere la pelle abbronzata non è più segno di appartenenza ad una classe sociale inferiore, ma espressione di salute e di benessere e fu proprio Coco Chanel a istigare alle donne di abbandonare l’ombrellino parasole, ad eliminare i guanti e ad accorciare le gonne. Lo sguardo languido con occhi da cerbiatta, occhi delineati dal khol, labbra disegnate e carnose complete di rossetto nero, sottili sopracciglia ad arco e chiome setose sono sicuramente il simbolo del make-up di questi anni. Inoltre andavano molto di moda gli abiti prèt-à-porter prodotti in taglia unica. Esplode poi l’immagine della bionda da sogno grazie ad attrici come Marilyn Monroe, Grace Kelly e Veronika Lake.
Il ritorno della donna raffinata
Intorno agli anni Trenta, prima del fascismo, torna la donna raffinata ed elegante, torna l’ideale di una donna sensuale, femminile, procace e mediterranea. Le donne vogliono rimettere in evidenza le proprie forme. La donna che incarna maggiormente la moda di questo periodo escludendo il vestire da uomo e la sigaretta in bocca, è Marlene Dietrich. I punti di riferimento di questi anni sono le dive del cinema ‘parlante’ ed è intorno a questi anni che nasce il mestiere di ‘MAKE-UP ARTIST’! Nasce il primo film a colori e quindi le attrici non avendo più bisogno di un trucco marcato perché il colore permette di mostrare ogni sfumatura del viso, si utilizza trucco più naturale: MaxFactor crea un fondotinta opaco e solido per il viso, applicabile con una spugnetta, che diventa velocemente un best seller dei cosmetici.
Il make-up di questi anni si basa su un incarnato bianco pallido, viso ad effetto ‘scavato’, zigomi ben evidenziati e sopracciglia molto sottili disegnate a matita che evidenziano l’ampiezza della palpebra e trasmettono sensualità e alterità; gli occhi vengono scuriti nella palpebra superiore con una linea scura sull’attaccatura delle ciglia con lo scopo di renderne la forma discendente, mentre nella rima inferiore si colora con una matita bianca per ingrandire l’occhio: si usano le ciglia finte. Finalmente le labbra (sempre rosse), vengono disegnate in modo più naturale, ma a forma di uccello per avere le labbra superiori più grandi e quelle inferiori più piccole.
L'influenza del fascismo sull'immagine femminile
Con l’arrivo del Fascismo, il duce dedica al corpo della donne un’attenzione molto precisa: la donna italiana deve avere fianchi ampi ed essere forte e robusta per occuparsi della casa e della famiglia. Crea una campagna contro la donna magra, pallida e sterile e ordina ai giornali di eliminare le immagini ritraenti donne snelle e con tendenze mascoline. E infatti in questi anni le donne iniziano ad appoggiare la figura della donna in carne. Questa immagine durante la seconda guerra mondiale, è lo stereotipo femminile perché c’è una grave carenza di cibo.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo dei movimenti femministi nell'evoluzione del trucco nel Novecento?
- Come si è evoluta l'icona VAMP negli anni ruggenti?
- Quali sono le caratteristiche del trucco negli anni Trenta?
- In che modo il fascismo ha influenzato l'immagine femminile?
- Quali innovazioni cosmetiche sono emerse durante la Belle Epoque?
I movimenti femministi hanno permesso alle donne di diffondere un'immagine femminile omogenea e di prendere il controllo del proprio aspetto, segnando l'inizio di un uso massiccio del trucco nei primi anni del Novecento.
L'icona VAMP, rappresentata da attrici come Pola Negri e Gloria Swanson, ha incarnato una donna indipendente e fatale, caratterizzata da un trucco audace e da uno stile che rifletteva l'ottimismo e la libertà degli anni Venti.
Negli anni Trenta, il trucco si è fatto più naturale, con un incarnato pallido, zigomi evidenziati e labbra disegnate in modo più semplice, riflettendo il ritorno a un ideale di donna raffinata e sensuale, come incarnato da Marlene Dietrich.
Il fascismo ha promosso un'immagine di donna robusta e con fianchi ampi, contrastando l'ideale di magrezza e pallore, e ha incoraggiato la valorizzazione della figura femminile in carne, specialmente durante la Seconda Guerra Mondiale.
Durante la Belle Epoque, sono nate importanti aziende cosmetiche come MaxFactor e Revlon, e nel 1913 è stato inventato il primo mascara, segnando un significativo sviluppo nel trucco e nella bellezza femminile.