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Il Make-Up: dagli Anni '40 agli Anni '90


ANNI'40


Nel corso della guerra, sulle riviste iniziano ad apparire le pin-up (ragazze procaci e ammiccanti). In questi anni la donna raggiunge il top della femminilità e della sensualità. Ray Hayworth e Veronica Lake (le icone principali di questo periodo) fanno impazzire tutti gli uomini per le loro curve procaci, per i loro capelli lunghi e ondulati e per la loro sensualità. Con la seconda guerra mondiale, le donne sono obbligate ad entrare in tutti i settori lavorativi utili allo sforzo bellico del proprio paese e quindi non riescono più ad occupare il proprio tempo nel trucco: è in questo periodo che le produzioni cosmetiche vengono tagliate; ciò succede perché le materie prime utilizzate per fare i prodotti, ora hanno un uso diverso. Però l’abitudine di truccarsi non la si perde perché un bell’aspetto favorisce a tenere il morale alto, anche se gli strumenti per farlo diventano beni di lusso. Il must della bellezza degli anni quaranta è il trucco naturale: si parte con una base leggermente più scura per poi concludere con una cipria del colore dell’incarnato. Gli ombretti in voga sono i colori scuri come il marrone scuro e il nero.
L’eye-liner viene utilizzato per valorizzare lo sguardo con linee curatissime e con archi accentuati. Le sopracciglia sono ancora alte ma un po’ più folte. Il rossetto viene usato per due circostanze: l’impiego monotono quando il rossetto viene usato in modo ‘nude’ che significa ‘naturale’ (rosso rosato, rosa brillante e fucsia satin), invece l’effetto di contrasto dove le labbra sono accentuate e in primo piano (rosso ciliegia, vermiglio e porpora). Le labbra richiamano un canone estetico che predilige le forme abbondanti: devono essere piene e morbide e per ottenere ciò, il labbro inferiore deve avere una forma quasi rettangolare, mentre quello superiore deve essere accentuato, disegnandolo con due semicerchi con la matita. Con la fine della guerra si ha un’esplosione di colori, sempre sottolineando un ideale di eleganza e sofisticatezza femminile. Il viso dev’essere perfetto ma non volgare: gli occhi vengono disegnati verso l’alto, si inizia ad usare il piegaciglia e le labbra sono rosso fuoco. Nasce Avon, la vendita porta a porta e il cinema lancia Audrey Hepburn con i suoi cat-eyes.

L'EPOCA DELLE MAGGIORATE


Con la fine della guerra si vuole tornare al benessere. Le misure seno-vita-fianchi 90-60-90 rappresentano la formula della bellezza degli anni Cinquanta, la famosa forma a clessidra: fianchi tondi, vita sottilissima e seno esplosivo sono il modello a cui ambisce ogni ragazza; è la donna in carne, che non si preoccupa delle diete o della cellulite e che rappresenta la speranza dopo la fame della guerra. Viene chiamata l’epoca delle maggiorate perché il corpo diventa metafora della ricercatezza che vive l’Europa. In questi anni il cinema americano propone i nuovi canoni estetici: vamp biondo platino come Marilyn Monroe e Brigitte Bardot sono l’esempio dello stile di vita di ogni donna. Nel 1957 viene creato il primo mascara come lo conosciamo noi a opera di Helena Rubistein. Il Diva Arch sono le sopracciglia disegnate e curate chiamate ‘ad ala di gabbiano’; sono quelle sopracciglia scure che hanno un arco che curva a partire dal centro esatto dell’iride. Gli occhi si truccano ‘a cerbiatto’: le ciglia sono bordate da una sottile e precisa linea nera di eye-liner che termina con un ala all’insù.

ANNI'60 e '70


Negli anni Sessanta e Settanta si ha una grande rivoluzione estetica: si diffonde un modello contrario della donna rispetto a quello del decennio precedente: la cultura dello sport e il fisico femminile, da morbido e burroso diventa tonico e scattante. La donna moderna ora è un’eterna adolescente, allegra, spensierata, che non vuole più curarsi e apparire perfetta in società, ma che vuole stare al passo con i tempi: torna la flapper degli anni Venti. Le figure si assottigliano, le gambe si scoprono, i capelli si tingono di biondo svedese e gli occhi si ingrandiscono con ciglia finte e pesanti passate di eye-liner. Con Twiggy nasce la donna grissino, magra ai limiti dell’anoressia. Nascono i blue jeans e si afferma la minigonna. La diva più famosa di questi anni è Audrey Hepburn che incarna tutti i codici estetici e stilistici di quegli anni. Per quanto riguarda il trucco si evolve dal nero del muto, a quello naturale; si rifiuta il rossetto, il trucco occhi e il mascara scompaiono quasi completamente e diventano popolari gli eye-liner perlescenti come quello bianco o quello blu pallido.

ANNI '80


Con gli anni Ottanta si ritorna alle canoniche misure 90-60-90 e si ha un boom di curve procaci e seni esuberanti, abbinati al vitino sottile. Tutte le icone assomigliano alla Barbie: seno prosperoso, gambe slanciate, vitino di vespa, ventre piatto e sguardo ammaliante. La diva di questi anni è Cindy Crawford. Riguardo al trucco, il fondotinta rimane una base per opacizzare o illuminare il viso, gli occhi sono scuri e drammatici accompagnati da ombretti brillanti come il verde, il viola o il blu e da molti strati di eye-liner: ritorna di moda il colorito abbronzato perché ricorda le vacanze e quindi il benessere economico e così si sviluppa l’uso di terre e di blush.

ANNI '90


Negli anni Novanta si afferma la magrezza femminile come ideale sia estetico che morale poiché al corpo esile e scattante, vengono attribuiti valori quali ambizione, organizzazione, potere e autoaffermazione sociale. Nel 1990 viene offerto a Kate Moss (icona di questi anni) il primo incarico come modella. Il prototipo make-up di questi anni è viso pallido, fondotinta opaco, occhi cerchiati e colorati con marroni e grigi neutri, linee di eye-liner, guance color pesca e labbra arancio chiare.
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