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Investire nei Paesi più poveri



Recentemente, alcuni paesi in via di sviluppo del passato stanno vivendo un'evoluzione economica e tecnologica, diventando più ricchi, mentre altre nazioni e regioni del mondo sono state e sono ancora relativamente povere. I governi dei paesi ad alto sviluppo dovrebbero investire denaro per migliorare le economie di coloro che non possono da soli, a partire dal miglioramento dell'istruzione, della salute e del commercio.

In primo luogo, poiché il mondo di oggi è diventato più interconnesso di quanto non fosse decenni fa, una situazione che avviene in una data regione del mondo può avere i suoi effetti su un'altra, è questione di causa-effetto. Un chiaro esempio è l'ingigantimento dei flussi migratori visto di recente, soprattutto nella regione mediterranea, e le sfide sociali e politiche che succedono in Europa. Le Nazioni più ricche dovrebbero riconoscere che se investissero nella fornitura di aiuti finanziari in quei paesi meno sviluppati, questo andrebbe anche a loro vantaggio.
In secondo luogo, delle ragioni individualistiche non dovrebbero essere le uniche a spingere i governi a offrire aiuto ad altri paesi più poveri. Se la povertà fosse ridotta nella maggior parte delle regioni del mondo, tutti vivrebbero anche con più sicurezza e sarebbe garantito un benessere fisico, personale, lavorativo, agli abitanti di quegli Stati. Inoltre, la povertà influisce su diversi aspetti e prestazioni di un governo, diventare più ricchi fornirà sicuramente stabilità, e la possibilità ad altri paesi di commerciare e avere maggiori relazioni economiche. Tutti i Paesi potrebbero avvalersi di ricercatori e degli studi realizzati da altre nazioni, a seguito degli sviluppi nei settori dell'istruzione e del sistema sanitario.

In conclusione, le Nazioni più ricche trarranno sicuramente beneficio dal fornire aiuti finanziari e dar fare investimenti nelle nazioni più povere, al fine di prevenire gli effetti delle migrazioni da quei Paesi, nonché di trarre vantaggio da una più ampia gamma di relazioni internazionali che ne risulteranno, da maggiori commerci economici, e dallo sviluppo della ricerca.