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L’importanza dei giornali


I quotidiani anche nell’era della televisione, hanno un ruolo fondamentale nella comprensione degli accadimenti. Racconta come ti poni di fronte alla loro lettura.

Scaletta


1) Introduzione: di solito, mi piace leggere quasi tutto.
2) Papà compra i quotidiani ma ha poco tempo per leggerli.
3) Se succede qualche fatto particolare, lo commenta a casa.
4) Papà sostiene che i giornali sono meglio della tivù e io sono d’accordo con lui.
5) Il quotidiano consente la rielaborazione della notizia.
6) L’insegnante di italiano, sempre con il giornale.
7) L’importanza dei giornali per i temi di attualità.
8) Conclusione: servono per imparare a scrivere bene.

Amando la lettura, leggo volentieri quasi tutto. Dico “quasi” perché non sono portata per sviscerare le letture che definisco “intricate”, ossia le trame, ad esempio, dei romanzi gialli o polizieschi. D’altronde, se leggo senza comprendere il testo, non posso certo amare ciò che ho letto.

In casa mia chi compra e sfoglia i quotidiani è mio padre, non esattamente tutti i giorni ma comunque con una buona frequenza, il fatto è che nemmeno lui ha molto tempo per leggere e quando rincasa dal lavoro, a pomeriggio inoltrato, oltre a cenare e godersi la compagnia del resto della famiglia, talvolta si dedica ad aiutare Loretta nei suoi relativamente semplici compiti scolastici, o me nei miei complessi problemi di geometria, ma il più delle volte preferisce distendersi e rilassarsi, sgombrando totalmente la mente da ogni pensiero, ansia, preoccupazione. Gli piace fantasticare, anche e indubbiamente, perché so che in fondo, come me e la mamma, è un grande sognatore ad occhi aperti.
Però, quando sui giornali compare qualche evento di cronaca peculiare o di particolare rilievo e spessore, mio padre non manca mai di esaminarlo e commentarlo tramite la lettura dei quotidiani.
Egli asserisce che i telegiornali non sempre sono molto esaurienti e inoltre dice un articolo scritto può essere meglio compreso perché consente di essere letto più volte o con più calma. In questo sono d’accordo anch’io che non di rado non amo seguire i notiziari in televisione proprio perché molte locuzioni ed espressioni mi risultano poco chiare, poco comprensibili. Senza contare che i lunghi e larghi spazi dedicati alla politica (di cui non sono appassionata) finiscono per tediarmi.
Un giornale, invece, è sicuramente più “libero”. Permette di dedicarsi ai resoconti di fatti che più interessano e colpiscono l’attenzione.
È per questo che un quotidiano diventa personale e consente di personalizzare, a sua volta, la notizia letta, dal momento che favorisce la sua rielaborazione. Non a caso, anche a scuola, i nostri insegnanti ci consigliano e ci ripetono di leggere il più possibile i quotidiani. “Hanno un sacco di pregi”, elenca il professore Di Blasio.
Innanzitutto, ci aiutano a parlare e a scrivere meglio e poi ci permettono di interiorizzare espressioni e termini nuovi che vanno ad arricchire il nostro talvolta “striminzito” linguaggio.
Lui, Di Blasio, non entra mai in classe se non ha il giornale sotto il braccio e spesso facciamo lettura degli articoli di cronaca più interessanti e degni di nota proprio in classe.
Questo soprattutto prima o in vista di un compito d’italiano, dal momento che non tutti i miei compagni dispongono a casa di quotidiani da poter esaminare. Spesso, inoltre, qualcuno di noi si aiuta con articoli ricavati da internet. Anche questi sono un vero toccasana per lo svolgimento dei nostri temi di attualità.
Insomma, anche nell’era della tivù e del web, è impossibile non leggere i giornali, se si vuole imparare a scrivere bene.

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