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Giovanna D’arco è il personaggio che mi affascina di più e che avrei voluto conoscere.
Figlia di umili contadini visse in Francia e lavorò nei campi. Non sapeva leggere e scrivere ma era una bambina molto buona e caritatevole e aiutava sempre i bisognosi.
All'età di tredici anni iniziò a udire voci celestiali e aveva strane e sorprendenti visioni che le dicevano che lei avrebbe contribuito a risollevare le sorti della Francia durante la guerra guidando il suo paese vittorioso contro gli Inglesi.
Un giorno, di ritorno dai campi, scoprì che il suo villaggio era stato attaccato dagli inglesi e che sua sorella era stata violentata ed uccisa .I genitori decisero quindi di trasferirla a casa degli zii in un paesino vicino.
Giovanna continuava ad avere visioni e consacratasi a Dio, si recò a Chinon per incontrare il Delfino.
All'inizio il Re e i suoi sudditi non credevano alle parole della ragazza ma poi il Re decise di metterla a capo di un esercito.
La giovane ragazza si presentò sul campo di battaglia, indossando un’armatura bianca e avendo un proprio vessillo. Entrambi gli eserciti schierati per la battaglia s’impressionarono nel vederla, non abituati a trovarsi a combattere con una ragazza.Giovanna non si lasciò intimidire e condusse alla vittoria i Francesi.

Molte altre battaglie vi furono tra Inglesi e Francesi e la giovane ragazza iniziò a provare rimorso per tutti quei morti e per questo decise di scrivere una lettera agli Inglesi proponendo loro il ritiro e così accadde.
Quando Carlo VII venne incoronato, ella continuò a combattere nonostante il re era contrario ma lei diceva che si sarebbe fermata solo quando Dio le avrebbe ordinato di farlo.
Fu fatta prigioniera da un gruppo di mercenari che sostenevano gli Inglesi. Si racconta che furono piani orditi dal Re Carlo VII, si racconta anche che svegliatasi nella cella, ebbe la visione della sua coscienza che le apparve in forma umana e che quest’uomo incappucciato le fece delle domande che la spinsero a mettere in dubbio la veridicità delle sue visioni.
Abbandonata da tutti, venne accusata di eresia e stregoneria.
Poco prima che il processo si finisse, venne chiesto alla Pulzella di rinunciare ai suoi intenti passati e di giurare di non indossare più armi o abiti maschili, pena la morte sul rogo. Giovanna acconsentì e venne condannata alla prigione a vita. All'ultimo momento, però, la giovane donna si rifiutò di sottomettersi al giudizio di una corte inglese. La sua decisione fece di lei un'eretica impenitente e la destinò a morte certa. Nel maggio del 1431, Giovanna d'Arco venne bruciata sul rogo nella piazza del Mercato Vecchio di Rouen.
Ho scelto di raccontare questo personaggio perché racchiude in se l’immagine della purezza, della bontà, del cambiamento, ma rappresenta anche l’opposizione. Opposizione e ribellione che porta la Pulzella alla morte. Mi sono immedesimata in Giovanna D’Arco e i sentimenti ed emozioni che sono prevalse in me sono l’idea di forza unita alla sensazione di paura. Paura di poter perdere la vita per i propri ideali o di perdere la libertà per essi. Sinceramente non so se avrei la forza di questa grande donna che ho raccontato. Però questo mi ha portato a pensare che ancora oggi ci sono sia persone che perdono la libertà per non cedere al dominio di altri, sia persone che si oppongono e che in alcuni casi possono incontrare cosi la morte.

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