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Tipologia D - Tema di ordine generale

La musica — diceva Aristotele (filosofo greco del IV sec. a.C.) — non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poiché può servire per l’educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per la ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo. Il candidato si soffermi sulla funzione, sugli scopi e sugli usi della musica nella società contemporanea. Se lo ritiene opportuno, può fare riferimento anche a sue personali esperienze di pratica e/o di ascolto musicale.

La Musica allo Sbando

Tutt'oggi, così come dall'antichità, la musica è qualcosa che ascoltiamo quotidianamente. Quando siamo in macchina, quando entriamo in un bar, quando suona il cellulare: ogni giorno il nostro orecchio riceve delle canzoni.
Ai tempi di Aristotele la musica era già fondamentale ed era usata per il semplice riposo così come per educare. Essa costituì per secoli un importante strumento di apprendimento e di insegnamento e ciò lo testimonia anche la grande importanza che la musica ricoprì durante il Barocco. Nel XVII a Firenze cominciò a dilagare il melodramma e la musica ne era quindi la protagonista. Il suo ruolo era quello di raggiungere lo spettatore nella sua parte più irrazionale e quindi più intima, prima che nella sua razionalità.

Oltre alla melodia quindi ci deve essere anche qualcosa di più. Qualcosa che ci faccia crescere come individui passandoci dei messaggi. Attualmente sono pochi coloro che cercano dei passarci dei concetti e i propri ideali con la loro musica però questa funzione non è ancora, fortunatamente, scomparsa.
Alcuni rapper, così come anche altri cantanti di generi diversi, attraverso i loro testi cercano di comunicarci le loro opinioni su alcuni temi che possono andare dal razzismo all'amore, dalla morte alla gioventù.
C'è comunque da sottolineare che gli artisti che cercano di passare “un qualcosa” sono veramente pochi in quanto la maggior parte dei cantanti sono ormai legati a case di produzione il cui unico obiettivo è quello di vendere più album possibili. Inoltre esse cercano di creare una certa immagine attorno al loro artista e molte volte i più giovani comprano i cd di un cantante non tanto per la musica che ha prodotto ma solamente perché è di tendenza e rappresenta ciò che vuole la massa.
Si vengono così a formare degli artisti che si truccano e cercano di vestirsi o comportarsi in modi eccessivi così da attirare l'attenzione dei media e quindi di raggiungere il successo senza alcuna fatica e senza alcun talento. Uno fra tutti il caso di Amy Winehouse – talento zero – la quale con i suoi comportamenti eccessivi e mostrandosi al mondo come una cocainomane è riuscita ad arrivare ai vertici delle classifiche mondiali e a vendere numerosi cd.
Lei è uno dei tanti casi di “successo lampo”, un successo che ha dilagato per qualche mese per poi scomparire nell'oblio. La carriera da cantante è finita, durata l'arco di un solo album e senza lasciare un'impronta di sé dal punto di vista comunicativo.
Tuttavia non sempre chi vuole comunicarci delle opinioni fa successo anzi a volte succede l'esatto contrario, in quanto le idee di quel determinato cantante non corrispondono a ciò che il pubblico vuole sentire mentre desidera messaggi più spensierati e frivoli. Può anche accadere inoltre che un cantante, dopo un inizio in privato cercando si cantare e suonare ciò che si sentiva dentro, nel cuore e nella testa, ricada nella commercialità dei propri prodotti canori in quanto deviato dalla forza del denaro e del successo.
La colpa non deve ricadere tuttavia solamente sulle case discografiche o sugli artisti ma i responsabili siamo anche noi, il pubblico. I cd non si vendono da soli ma siamo noi a comprarli e a richiedere determinati generi. I vertici a capo di queste aziende accontentano così i nostri “bisogni” e richieste ed è quindi evidente il nostro cattivo gusto in fattore di musica. Ciò di cui si parla non è un cattivo gusto musicale a livello sonoro o melodico ma a livello contenutistico, ci si accontenta della canzone orecchiabile priva di concetti. E' il caso di molti giovani che ascoltano solo musica inglese ma quando gli si chiede il significato che vuole esprimere la canzone questi ci guardano come stupiti.
La musica comunque, come diceva lo stesso Aristotele, deve perseguire anche l'obiettivo di essere uno strumento di sollievo e riposo dallo sforzo. Vi deve quindi essere una certa percentuale di musica “rilassante” e piacevole tuttavia non si deve commettere l'errore di far ricadere la musica nel solo scopo del divertimento. Il primo obiettivo che Aristotele richiedeva alla musica deve essere ripreso con tenacia e si dovrebbe aumentare il livello contenutistico richiesto dalle canzoni italiane così come internazionali per far apprendere importanti concetti ai giovani nel modo che loro preferiscono: I-pod, cuffie nelle orecchie e musica.

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