Come difendere l’occidente dal terrorismo islamico?

Prima di tutto che cos’è il terrorismo? E’ una pratica politica che consiste nel ricorso sistematico ad azioni violente (attentati e assassini) per rovesciare la condizione di equilibrio politico-sociale esistente. Per raggiungere quest’obbiettivo i terroristi attuano diversi metodi, tra cui il terrorismo psicologico, che infonde la paura nei soggetti desiderati grazie alla propaganda e ai mass-media con minacce e intimidazioni. Il terrorismo islamico attuale minaccia di conquistare e distruggere l’intero mondo occidentale e di istituire dei califfati. Come difendersi quindi da questa pericolosa minaccia? Diciamo che è un’operazione estremamente complicata che richiede molto tempo e che necessita di interventi determinanti e delicati riguardanti particolari zone soprattutto del medio - oriente. Ciò che rende molto difficile combattere il terrorismo islamico è insito nella difficoltà d’individuazione del nemico e d’infiltrazione di spie e informatori.

Potenzialmente, anche se poi nei fatti non è così, ogni islamico potrebbe essere un terrorista. Per alcuni basterebbe espellere tutti i musulmani e vietare la professione della fede islamica per arginare il pericolo: in realtà, così facendo, si renderebbe ancora più complicata l’identificazione del nemico. Infatti, colui che crede in una religione o un’ideale, non smette di credere solo perché una legge lo vieta ed è possibile che il fondamentalismo anti-islamico alimenti l’odio dei musulmani verso l’Occidente. Gli stati minacciati dal fenomeno del terrorismo devono conoscere meglio i propri cittadini cercando di individuare ed espellere i terroristi che possiedono la cittadinanza dello Stato e che possono circolare liberamente all’interno del territorio nazionale. Questa importante operazione potrebbe essere svolta da una speciale organizzazione sovranazionale capace di monitorare il territorio ed il tessuto sociale individuando ogni possibile pericolo.
Alcuni governi effettuano già azioni come queste ma si tratta di spionaggio o di azioni sporadiche non determinanti al fine di porre fine al terrorismo internazionale. I governi dei Paesi democratici e avanzati devono attuare nuove norme di sicurezza per tutelare i propri cittadini con un maggiore controllo alle frontiere e nei luoghi pubblici. Inoltre si potrebbe favorire un dialogo culturale tra il mondo occidentale e l’Islam con una maggiore istruzione da parte delle popolazioni musulmane che permetterebbe di creare un fronte unito contro il terrorismo degli estremisti islamici. Per raggiungere l’obiettivo appena descritto si potrebbero attuare nuovi programmi svolti a migliorare le condizioni sociali degli Stati colpiti dal terrorismo attraverso l’aiuto di associazioni umanitarie. L’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 e l’attentato al giornale satirico “Charlie Hebdo” di Parigi del 7 gennaio 2015 rappresentano in maniera davvero significativa il cinismo dei gruppi terroristici organizzati (in particolare gruppi eversivi come Al Qaeda e ISIS) e sono una dimostrazione molto chiara di cosa sono capaci di fare per compiere il loro scopo. Ribadisco che il terrorismo islamico va combattuto attraverso il dialogo e l’istruzione ed è importante che i musulmani capiscano che adattandosi alle leggi del mondo occidentale ne trarrebbero enormi vantaggi. Ed è ancor più importante che capiscano che espellere dalle loro comunità i terroristi estremisti porti benefici anche al mondo musulmano.

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