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Internet: addio al negozio “vero”
E’ la rivoluzione del commercio. Il mondo del web ha superato le frontiere dell’immaginazione, creando i negozi “virtuali”. Seduti comodamente sulla propria poltrona preferita, si può programmare la propria vacanza e prenotare i voli, evitando di andare all'agenzia di viaggi. Tutti i prodotti immaginabili a portata di un clic. Ed a un prezzo inferiore, per di più. Ormai la maggior parte della gente che ha Internet non rinuncia ad un acquisto, anche piccolo. Ci sono ormai acquisti di qualunque tipo: dalle aste di e-Bay alle vendite private, fino ad arrivare alle librerie virtuali. Gli acquisti più optati sono: biglietti di viaggio, pacchetti vacanze, libri e biglietti per concerti sono ai primi posti. Abbigliamento? In classifica, ma la gente mostra ancora preferenze nell'andare nei camerini e provare una bella maglietta o un paio di jeans. La rivoluzione di Internet ha ammaliato tutto il mondo, eppure l’Italia è lo stato meno sensibile d’Europa ai suggerimenti del web, anche se dal 2007 al 2008 si è registrato un notevole incremento degli acquisti on line. Anche se 8 persone su 10 che hanno Internet hanno fatto almeno un acquisto sul web, c’è ancora molta gente perplessa su questo nuovo settore del commercio.

Il motivo è semplice: per acquistare un oggetto ci si deve registrare (dare tutti i dati personali) e bisogna inserire il codice della carta di credito. Facendolo, si corrono gravi rischi: sono numerose infatti le denunce fatte a causa di abili truffatori che, fingendo di vendere un prodotto, utilizzano il codice della carta di credito del malcapitato per prelevare i suoi soldi. Oltre alle truffe, navigando si può andare incontro anche ai virus, software in grado di entrare silenziosamente in un computer e di “spiare” tutti i dati che esso contiene, a discapito di dati delicati o estremamente segreti. Inoltre, è molto diffuso il crimine del phishing, (traducibile con “abboccare all'amo”); ogni mese in Italia circolano oltre un milione di e-mail fraudolente, con un giro d’affari di circa 9 milioni di euro.
Queste e-mail sono pensate per sembrare comunicazioni ufficiali di banche o enti governativi; chi le riceve viene invitato a cliccare su un pulsante o un link, ma, così facendo, è dirottato su una pagina dove gli si chiede di inserire il numero di conto e il codice segreto della propria carta di credito. Così gli hackers si appropriano del denaro del malcapitato. Come sopravvivere a queste insidie? Basta prendere delle precauzioni come diffidare delle e-mail che arrivano nella posta elettronica, non inserire mai dati personali se non si è certi al 100% dell’affidabilità del sito, utilizzare un buon antivirus; durante un acquisto on line, poi, è consigliabile utilizzare una carta prepagata con un codice diverso dalla carta di credito, così in caso di truffa le perdite sarebbero minori.

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