Adolescenza negata


Ancora oggi, in certe parti del mondo, esiste la pratica del matrimonio combinato, dettato dagli interessi familiari. Le maggiori comunità in cui è presente questo tipo di celebrazione, che è parte integrante della cultura locale, sono quella pachistana, indiana, bengalese e magrebina.
Nell’80% dei casi è la famiglia a scegliere il partner, non solo per la nazionalità, ma anche per la zona di provenienza, per la classe sociale di appartenenza e per il livello culturale.

La ricerca del “partner perfetto” è piuttosto lunga: i genitori iniziano a spargere la voce di essere alla ricerca di un partner per il/la proprio/a figlio/a; in seguito si occupano di analizzare la situazione economica e personale dei candidati. Non appena effettuata la scelta iniziano gli incontri con la famiglia e con il/la futuro/a sposo/a. Solo però se i ragazzi si sono piaciuti verrà stabilito il giorno delle nozze.
Nel 20% dei casi, invece, sono i ragazzi che scelgono di passare la vita insieme perché si sono innamorati.
Io sono completamente contrario a questo tipo di matrimonio, poiché sono dell’idea che debbano essere i ragazzi a decidere liberamente chi amare e con chi passare la loro vita.
Per me, infatti, non bisognerebbe valutare la classe sociale o la situazione economica della persona amata.
Al giorno d’oggi, inoltre, esistono molti casi di “adolescenza negata”, cioè di ragazzi che per vari motivi non riescono a vivere la loro adolescenza. Questo fenomeno
si verifica soprattutto in Africa e in altri Paesi musulmani, per motivi religioni, economici e bellici. Uno degli esempi è quello delle “bambine spose”, ovvero adolescenti che vengono date, in cambio di soldi, in sposa a uomini più grandi di loro. Esistono anche bambini sfruttati nelle miniere grazie alle loro caratteristiche fisiche: essendo di corporatura molto piccola riescono ad estrarre facilmente il materiale necessario.
Altri casi riguardano i bambini soldato e quelli usati per il traffico di droga.
Penso che questi siano casi di inumanità, poiché questi bambini spesso si trovano costretti a diventare da un momento all’altro degli “adulti” e non capisco come un genitore possa permettere che questo possa accadere al proprio figlio.
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