il silenzio è mafia

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando, in questa battaglia, tutte le forze migliori delle istituzioni”. Questo Giovanni Falcone cercava di insegnare ai suoi cittadini in uno dei suoi ultimi discorsi prima che un telecomando, azionato a distanza, facesse saltare un pezzo dell’autostrada Punta Raisi-Palermo, dove stavano sfrecciando le macchine blindate con a bordo il giudice, sua moglie e gli uomini della scorta. Ed è solo una delle mille apocalissi che ha causato la mafia. Sono solo alcune delle tante pedine distrutte dalla mafia la quale non si limita solo a bersagli temuti ma colpisce vittime innocenti; vittime dei cosiddetti “uomini d’onore” vigliacchi che non possono definirsi uomini. “Sono morti per tutti noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente,continuando la loro opera: facendo il nostro dovere, rispettando le leggi, rifiutando di trarre benefici dal sistema mafioso, collaborando con la giustizia, testimoniando i valori in cui crediamo, troncando immediatamente ogni legame d’interesse, con qualsiasi persona portatrice di interessi mafiosi” Queste sono le parole di Paolo Borsellino, giudice e grande amico di Giovanni Falcone ma che purtroppo poco dopo farà la sua stessa fine. Per questi uomini e per tutte le altre persone che hanno messo la loro vita a servizio dello stato e sono state costrette in una continua tensione di giorno e di notte, tra sussulti ed incubi di sonni agitati; persone che hanno trascorso la loro vita in trincea; proprio a queste non si deve solo dire grazie ma bisogna onorarle portando avanti tutti quei valori che hanno insegnato pur sacrificando la propria la vita. Non si possono aspettare atti di eroismo da singole persone ma ogni cittadino che si consideri degno di essere chiamato tale deve compiere fino in fondo il proprio dovere,rispettare la legge, qualsiasi sia l’ostacolo d’affrontare e che costi quel che costi, ma bisogna fare ciò per ritenersi uomini perché ,proprio come ci ha tramandato Falcone, è in tutto ciò che sta l’essenza della dignità umana. Ma cos’è la mafia? La mafia esiste? Sono domande a cui non si può dare una risposta certa perché la mafia ormai non è più una cosca fine a se stessa ma un vero e proprio stato nello stato, una vera e propria struttura sociale che tiene le redini non di una città, non di una nazione, non di un continente ma del mondo intero. Non si può qualificare con certezza ciò che è diventata oggi la mafia ma si può sicuramente confermare che si basa su una legge: l’omertà, che viene vista come una forma di solidarietà per cui si mantiene il silenzio per ostacolare la ricerca e la punizione dei colpevoli, un silenzio per salvaguardare propri interessi. L’omertà è la caratteristica più spiccata del comportamento della gente nelle zone di mafia ed uno dei motivi principali per cui la mafia si è appropriata ingiustamente di ogni cosa. Ma non è mai troppo tardi perché se la gioventù si opporrà e rifiuterà tale meccanismo anche questa devastante potenza finirà.

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