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saggio breve di italiano che verte sul tema della meritocrazia

La meritocrazia - Saggio Breve


Ai giorni nostri la meritocrazia è un concetto usato per indicare una forma di società in base alla quale le responsabilità direttive dovrebbero essere affidate ai più meritevoli, ossia a coloro che mostrano di possedere in maggior misura intelligenza e capacità naturali, oltre all’impegno nello studio e nel lavoro. Quindi, molti credono che un sistema meritocratico sia un buon apparato sociale poiché garantirebbe la fine di discriminazioni fondate su criteri arbitrari quali il sesso, la razza e le origini o le appartenenze sociali.
In realtà, il termine "meritocrazia" apparve per la prima volta negli anni Cinquanta nell'opera “Rise of the Meritocracy” in senso dispregiativo. Infatti nel libro il sociologo Michael Young tratteggiava lo scenario di un futuro distopico in cui la posizione sociale di un individuo veniva determinata dal suo quoziente intellettivo e dalla capacità di lavorare. Nell'opera, l'oppressione generata da tale sistema sociale finiva per portare a una rivoluzione in cui le masse si ribellavano ai governanti, diventati arroganti e distanti dai sentimenti del popolo. Tuttavia, a questo uso del termine in senso dispregiativo si è affiancata col passare del tempo un'accezione più positiva che descrive una forma di governo dove tutto è regolato dal merito e non da particolari conoscenze famigliari (il nepotismo) o dall’appartenenza a specifiche lobby. Il termine fu coniato negli Stati Uniti ed è stato introdotto in Italia negli anni Settanta con riferimento a sistemi di valutazione scolastica basati sul merito e alla tendenza a premiare,nel mondo del lavoro, chi si distingue per impegno e capacità nei confronti di altri.

Basi su cui si poggia la meritocrazia


Le basi su cui si fonda principalmente la meritocrazia sono le pari opportunità grazie al sistema educativo e il libero mercato. Un governo meritocratico, quindi, deve:
organizzare il collocamento del lavoro secondo esperienza e competenza;
dare l'opportunità di accesso al lavoro in base alla domanda;
specificare, attraverso un’analisi precisa, i premi per l'adempimento del lavoro.

Spesso però, gli oppositori del concetto di meritocrazia sostengono che caratteristiche come competenza ed esperienza non sono misurabili con accuratezza, poiché soprattutto nell’ambito lavorativo la valutazione delle persone è multidimensionale e complessa. Perciò, dal loro punto di vista, qualsiasi attuazione della meritocrazia comporta necessariamente un alto grado di arbitrarietà ed è, di conseguenza, imperfetta.
Un sostenitore della meritocrazia nel passato fu Napoleone Bonaparte. Infatti dopo la rivoluzione in Francia del 1792 non rimase quasi nessun membro dell'élite precedente e Napoleone, salito al potere, si trovò costretto a scegliere quelle persone che secondo lui avrebbero lavorato al meglio. Questa politica era riassunta da una frase di Bonaparte, spesso citata: "La carrière ouverte aux talents", ovvero "la carriera aperta ai talenti".

Un chiaro esempio è l'istituzione della Legione d'onore, il primo ordine di merito, al quale erano ammessi uomini di qualsiasi classe sociale ed erano valutati non per i loro antenati ma per le capacità nelle scienze, nelle arti e nelle virtù militari.

A cura di Veronica.

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