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Concetti Chiave

  • Le fasi del pessimismo leopardiano si articolano in quattro momenti: individuale, storico, cosmico ed eroico, riflettendo l'evoluzione del pensiero del poeta.
  • Il pessimismo individuale evidenzia la sofferenza del giovane Leopardi, che vive un'adolescenza priva di speranza, contrariamente ai suoi coetanei.
  • Nel pessimismo storico, Leopardi considera la natura inizialmente benevola, ma riconosce che le illusioni di felicità sono temporanee e conducono all'infelicità.
  • Il pessimismo cosmico presenta la natura come matrigna, responsabile della sofferenza individuale, trasformando l'infelicità in una condizione personale.
  • Il pessimismo eroico, sviluppato negli ultimi anni di vita del poeta, propone la solidarietà umana come risposta alla natura matrigna, enfatizzata nei suoi ultimi scritti.

Le fasi del pessimismo leopardiano

Del concetto di natura leopardiana si è venuto a conoscenza attraverso le fasi del pessimismo leopardiano che si articolano in quattro fasi importanti: il pessimismo individuale, il pessimismo storico, il pessimismo cosmico e infine il pessimismo eroico. Per ciò che concerne il pessimismo individuale questa fase è vissuta dal poeta in prima persona: mentre ha trascorso la sua infanzia felicemente in compagnia dei suoi amati fratelli, l'adolescenza la vive in modo negativo, poiché la vita con lui è stata molto negativa, affermando anche che gli altri giovani della sua età abbiano vissuto in modo felice ( questa è la celeberrima fase del pessimismo psicologico o detto anche come pessimismo personale). Il concetto di natura intesa come un elemento che fa soffrire il poeta in età giovanile emerge nei seguenti versi de "E l'antica natura onnipossente,

Che mi fece all'affanno. A te la speme

Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro

Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.

Questo dì fu solenne: or da' trastulli

Prendi riposo; e forse ti rimembra

In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti

Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,

Al pensier ti ricorro. saggio breve su Galilei e sul nuovo metodo scientificoIntanto io chieggo

Quanto a viver mi resti, e qui per terra

Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi

In così verde etate!"

La natura e la sofferenza giovanile

Si tratta di una natura che fa soffrire il poeta in età giovanile, non lasciandogli alcuna speranza (speme) a causa soprattutto dell'ambiente familiare che egli sente stretto e anche per colpa della sua salute precaria.
La seconda fase invece è quella del pessimismo storico. In questa fase Leopardi sostiene che la natura è da considerare ancora benigna, in quanto produce una felicità terrena di cui l'individuo si illude. L'uomo però non potrà vivere per sempre con delle illusioni che sono solo temporanee. A questo punto subentrerebbe l'infelicità che risulta essere dettata dal progresso della civiltà intesa come intera società umana. Proprio per questo motivo il poeta recanatese considera migliori le epoche antiche e non le epoche moderne. Sempre nell'ambito del pessimismo storico, viene elaborata la teoria del piacere secondo cui l'uomo va alla ricerca del piacere e quindi della felicità per tutta la sua esistenza. Andando quindi sempre alla ricerca del piacere, l'uomo è però destinato all'infelicità. In Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica è molto evidente questa fase relativa al pessimismo storico:

Che cos'è il pessimismo cosmico e la natura matrigna?

Considerato quest'ultimo aspetto quindi si passa dal pessimismo storico al pessimismo cosmico che identifica la natura come una natura matrigna, la quale ha generato l'infelicità umana. Quest'ultima non è più considerata come un dato storico, ma come una condizione individuale, che porta quindi le singole persone a soffrire. Il concetto di natura matrigna è visibile nelle parole contenute ne Lo Zibaldone, 27 maggio 1829:

Il pessimismo eroico e la solidarietà umana

L'ultima fase è invece il pessimismo eroico che corrisponde agli ultimi anni di vita del Leopardi, quando torna a Recanati per stabilirsi definitivamente nella città di Napoli, in cui scriverà La Ginestra e muore. In quest'ultima fase il Leopardi considera come unico mezzo di lotta alla natura matrigna la solidarietà umana. E' proprio nei versi de La Ginestra che sostiene questa considerazione.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le fasi del pessimismo leopardiano?
  2. Le fasi del pessimismo leopardiano si articolano in quattro momenti: pessimismo individuale, pessimismo storico, pessimismo cosmico e pessimismo eroico.

  3. Come influisce la natura sulla sofferenza giovanile di Leopardi?
  4. La natura, per Leopardi, è fonte di sofferenza durante la sua giovinezza, privandolo di ogni speranza e contribuendo al suo malessere, come evidenziato nei suoi versi.

  5. Qual è la visione di Leopardi sulla felicità e il progresso della civiltà?
  6. Leopardi ritiene che la felicità sia illusoria e temporanea, e che il progresso della civiltà porti inevitabilmente all'infelicità, preferendo le epoche antiche a quelle moderne.

  7. Cosa rappresenta il pessimismo cosmico nella poetica di Leopardi?
  8. Il pessimismo cosmico identifica la natura come matrigna, responsabile dell'infelicità umana, trasformando la sofferenza in una condizione individuale e non solo storica.

  9. Qual è la soluzione proposta da Leopardi per affrontare la natura matrigna?
  10. Leopardi propone la solidarietà umana come unico mezzo di lotta contro la natura matrigna, un tema centrale nei suoi ultimi scritti, come ne La Ginestra.

Domande e risposte

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