Temiamo l'estraneo ma timoriamo anche di noi stessi.
La paura vive in noi e noi viviamo di paure tutti i giorni: dal momento in cui nasciamo all'attimo prima di morire. La sentiamo farsi spazio nella nostra mente procurandoci orribili strette al cuore. Si insidia nelle nostre vene mentre ci attraversa il corpo dalla testa ai piedi, trasformandosi in un brivido continuo.
E' come un velo invisibile che ci ricopre.
Certamente quindi, la paura è un'emozione che noi tutti conosciamo, che è presente nelle nostre vite e che abbiamo sicuramente sperimentato, nelle sue varie sfaccettature, almeno una volta.
La paura è un'allarma che scatta di fronte ai rischi, immaginari o reali, dai quali fuggire o difendersi. Essa è un'emozione molto semplice; la cosa peggiore è che, le paure, sono infinite, e come tali, possono essere definite o indefinite.
Freud fu uno dei primi che affrontò con estrema attenzione l'analisi della paura ed in particolare, si chiese perché nasce e perché si presenta con tanta intensità in alcune situazioni, arrivando ad un'unica conclusione: le paure più semplici sono spesso manifestazioni di angosce legate a conflitti interiori.

Perciò è opportuno ritenere che la paura svolga una precisa funzione che ha origini personali in ognuno di noi, soprattutto nel nostro inconscio. E' un sentimento del tutto soggettivo, nato dal nostro modo di affrontare la vita e di attribuire significati a ciò che ci circonda.
Molti ne hanno parlato, molti l'hanno attentamente studiata e tanti altri hanno provato a rappresentarla in vari ambiti, soprattutto artistici e letterari.
Il grandissimo scrittore Stephen King, maestro del terrore, spiega come per lui i veri ''mostri'' abitino nella realtà. L'argomento che King conosce meglio è proprio la paura, e la rappresenta in tre diversi stadi:
- raccapriccio
- orrore
- terrore
Tutto inizia con un primo sentimento di disgusto, fino ad arrivare alla vera e propria paralizzante paura.
Questo profondo terrore sembra apparire anche nel celebre quadro di Munch, L'Urlo: in esso è infatti riassunto il rapporto angosciante che l'artista avverte nei confronti della vita stessa. Un grido sordo che non può essere avvertito da nessun'altro se non da lui. Ed è in questo modo che l'urlo diventa un modo unico di guadare nella propria interiorità, in cui Munch trova inquietudine, tormento e disperazione.
H. P. Lovecraft, poeta statunitense, cita "Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto".
Come affrontare, dunque, la paura?
Qualsiasi essa sia, se vogliamo veramente superarla, dobbiamo inevitabilmente imparare ad accoglierla ed accettarla. Questo vuol dire ammettere di avere paura, cercando un modo di comprenderla. Perchè la paura ci rivela spesso aspetti del nostro io di cui non eravamo a conoscenza.
Vivere una paura significa accettarne i rischi ed essere consapevoli di una parte estranea a noi stessi, accettandola comunque.
La paura esiste, e può essere sconfitta.

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