Saggio breve ambito sociale: I PACS e i DICO

I Patti Civili di Solidarietà (PACS) e la regolamentazione giuridica dei Diritti e dei Doveri dei Conviventi (DICO), al di là delle polemiche suscitate, costituiscono una nuova frontiera dei diritti civili.

Traccia


1) La situazione in Italia e nel resto d’Europa.
2) Il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto: i DICO.
3) Le ragioni di chi si oppone ai PACS e ai DICO.
4) La necessità della tutela dei diritti di ogni cittadino.

È da qualche tempo polemica nel nostro Paese sui PACS, cioè i Patti Civili di Solidarietà, e i DICO, cioè i Diritti e Doveri dei Conviventi. Si sono creati due schieramenti contrapposti: da un lato, le organizzazioni che si battono per i diritti delle coppie di fatto, anche di omosessuali, e in genere gli ambienti progressisti della laicità; dall’altro, la Chiesa, buona parte del mondo cattolico e l’opinione pubblica più conservatrice.

Coloro che sono favorevoli ai PACS lamentano il fatto che le leggi italiane non regolamentano giuridicamente le coppie di fatto. Non è così nel resto d’Europa, ad esempio in Francia, in Germania, in Olanda, in Belgio, in Portogallo, in Danimarca e in Spagna. Inoltre, nel gennaio 2003 il Parlamento europeo chiese formalmente agli Stati membri di riconoscere par diritti anche alle coppie di individui dello stesso sesso.
La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea vieta qualunque discriminazione motivata dall’ordinamento sessuale e riconosce a tutti il diritto di costruire una famiglia. È un percorso di libertà in cui l’Italia, sempre secondo i fautori delle unioni di fatto, è rimasta indietro, bloccata da pregiudizi anacronistici.
Inoltre bisogna precisare che i PACS, o i DICO come sono detti nella versione del governo, non riguardano solo le persone omosessuali: essi costituiscono uno strumento normativo a cui possono accedere anche le coppie di sesso diverso che non vogliono contrarre matrimonio, ma preferiscono una regolamentazione più snella e leggera per il loro rapporto di convivenza. Pensiamo pure a due anziani, a due fratelli o sorelle che convivono: non hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di eredità, di assistenza, di tutela sanitaria, di reversibilità del trattamento pensionistico.
I PACS non imporrebbero nulla alle coppie di fatto che non volessero darsi alcun vincolo giuridico: sarebbero semplicemente un’opportunità in più, non un obbligo. Per le coppie di fatto che intendono rimanere tali, ma che hanno un carattere di convivenza stabile, l’eventuale legge prevedrebbe alcuni riconoscimenti in più, nel rispettivo della volontà della coppia di non darsi alcun vincolo normativo. Assistete il/la propria partner in ospedale, partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute e la sua vita, lasciare in eredità il proprio patrimonio alla persona con cui si è condivisa l’esistenza senza le imposizioni fiscali previste per un estraneo: sono queste alcune delle opportunità, oggi negate, che vorrebbero introdurre dalla nuova normativa.
Chi invece si oppone ai PACS si rifà ai valori tradizionali della famiglia, del vincolo matrimoniale celebrato in chiesa e certificato in Comune, della moralità, della religione cattolica. Coloro che si dicono contrari ai Patti Civili di Solidarietà, pur non discriminando gli omosessuali e riconoscendo loro alcuni diritti, come quello di convivere in una stessa abitazione, difendono l’esclusività dell’istituto matrimoniale, che deve essere rigorosamente considerato come l’unione di un uomo e di una donna, con tutti i diritti previsti dalla legge italiana. Solo a coloro che si sono sposati impegnandosi a rispettare i vincoli del matrimonio civile e/o cattolico possono essere riconosciuti diritti dalla Chiesa e/o dallo Stato; gli altri, eterosessuali e non, possono decidere di vivere insieme, ma non pretendono di costituire, con la loro unione, una famiglia. Chi si oppone ai PACS e ai DICO non nega il diritto di ogni persona a manifestare liberamente la propria natura sessuale, senza per questo essere offeso o discriminato, ma non ritiene che la tradizionale concezione della famiglia e del matrimonio possano essere messi in discussione.
Indipendentemente dalle rivendicazioni di parte, dalle pubbliche manifestazioni a sostegno dell’una o dell’altra posizione e dalle inevitabili strumentalizzazioni politiche, è evidente l’esigenza per l’opinione pubblica di comprendere a analizzare, come per ogni novità, la questione in tutti i suoi aspetti, anche quelli più contradditori, in modo da avere ben chiari quali possono essere i diritti di ogni cittadino.

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