La felicità dipende da noi


Sono stati fatti numerosi studi per sapere nei vari stati che compongono il mondo quanto è felice la popolazione. Uno di questi, il “World Happiness Report” , rivela che l’Italia è scesa di posizione, posizionandosi al 45° posto in classifica. Si pensa che il calo di posizioni dell’Italia sia dovuto principalmente tra tre fattori che sono: la disoccupazione, la mancanza di opportunità, e la non capacità di trovare la felicità di un individuo . Spiega meglio quest’ultimo punto la seguente frase: “Formula della mia felicità: un sì, un no, una linea retta,una meta.” Questo vuol dire che la decisione di essere felici o meno spetta ad ogni individuo. Se noi rispondiamo no alle cose che ci accadono nella vita, essa sarà una retta che spesso avrà il verso rivolto verso il basso verso una vita brutta e senza ricompense, mentre se noi rispondessimo sì la nostra vita sarà una vita piena di mete, piena di sogni e di felicità. La felicità bisogna conquistarla con un duro lavoro questo è quello che emerge da alcuni articoli . Perché è vero non dipende a volte dalla persona se si perde il lavoro, però tutto il resto dipenda da lei. La felicità è una meta, cioè uno scopo della vita. Tutti vogliono essere felici, però bisogna impegnarsi per esserlo. La felicità dipende da noi e questo viene espresso nel modo più chiaro e semplice possibile in questa frase guardandosi allo specchio: “Ecco il viso della persona da cui dipende la tua felicità” , tanto che Powell l’ha fatto scrivere sullo specchio del suo bagno. Powell nel suo racconto dice anche che l’uomo è più felice se si interessa a maggiori cose, in modo tale da avere tutta la giornata impegnata a far qualcosa che trova divertente e stimolante non solo impegnato in doveri, impegnato nel così detto svago, che può essere leggere un libro, guardare una partita di calcio o mangiare un determinato cibo.
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