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Storia dei laterizi



Le prime testimonianze dell’utilizzo dei laterizi risalgono all'Ottavo millennio avanti Cristo e si riferiscono alla città di Gerico, in Giordania.
Nell’Antico Oriente, il mattone crudo essiccato al suolo è stato molto utilizzato al posto della pietra e del legno che avevano un costo superiore.


I laterizi crudi venivano fabbricati in autunno o in inverno, in modo che potessero asciugare lentamente fino all'estate successiva; perché se essiccavano rapidamente si indurivano in superficie e restavano molli all'interno.

Alla cottura dei materiali si arrivò introno al Primo secolo Avanti Cristo. I laterizi destinati alla cottura erano fabbricati con l’argilla impastata con acqua e spesso anche con sabbia o paglia oppure con la pozzolana. L’impasto compresso a mano in una forma quadrata di legno veniva fatto essiccare all'aria e poi venivano cotti nelle fornaci ad una temperatura di circa 800 gradi.

Nel Rinascimento il ruolo strutturale del laterizio fu rivalutato dalla realizzazione da parte di Brunelleschi della cupola di Santa Maria del Fiore. Anche nel periodo Barocco si rivalutarono le qualità estetiche del mattone.
Durante la rivoluzione industriale l’impiego del laterizio si diffuse in tutti i settori dell’edilizia, come case o ponti.
Agli inizi del ventesimo secolo il laterizio assunse la funzione di alleggerimento per i solai e di rivestimento superiore per le coperture.