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Il rischio cancerogeno


Un agente cancerogeno è una sostanza che è in grado di provocare il cancro nei soggetti interessati. Un agente cancerogeno ha 3 fasi di rischio:
-R45: Può provocare il cancro (solo per inalazione)
-R49: Può provocare il cancro per inalazione (cancerogeni professionali)
-R46: Mutageno (può ridurre difetti genetici o aumentarne la frequenza)
Nel caso il lavoratore fosse a contatto con queste sostanze cancerogene, il datore di lavoro deve provvedere se si possono eliminare, eventualmente sostituendola con una meno pericolosa. Se non possiamo fare ciò, deve mettere tutti i provvedimenti disponibili per ridurre al massimo il contatto servendosi dei DPI, procedure vare e variazioni di impiantistica. Infine il datore di lavoro deve formare ed informare il lavoratore sui rischi cancerogeni presenti.
L’uso dei DPI non deve essere permanente ma sono quando si devono usare.
Nelle zone di lavoro non si possono assumere cibi, bevande e applicare cosmetici.
In edilizia era molto usato l’AMIANTO, che può provocare malattie come l’asbestosi, carcinoma polmonare (cancro) e mesotelioma pleurico. La pericolosità di un oggetto contenente amianto dipende dalla sua friabilità e dall’esposizione. La rimozione dell’amianto prevede che chi lo tolga sia esperto con i giusti e appositi DPI. Nessuno deve esporsi al valore massimo di 0,1 fibre per cm3 di aria (tempo= 8 ore).

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