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Il rischio chimico


Il rischio chimico è la probabilità per un lavoratore di subire un danno per la salute e per la sicurezza a causa dell’esposizione ad agenti chimici pericolosi. Un agente chimico è una sostanza o prodotto che provoca danni nell’ambiente di lavoro. Gli agenti chimici pericolosi sono prodotti dalle lavorazioni stesse o loro già presenti. Si suddividono in:
Sostanze pericolose, Preparati pericolosi, Coloro che possono comportare un rischio per la sicurezza e salute dei lavoratori. Nessun prodotto può essere venduto (nocivo) senza prima essere classificato, imballato ed etichettato!!! Con la direttiva. L’etichetta deve riportare:
Pittogramma, Frasi del rischio R, Consigli di prudenza. Ogni prodotto è accompagnato da una sua scheda tecnica di sicurezza. L’espositore del rischio chimico è la condizione di lavoro dove c’è la possibilità che la sostanza vada a contatto con l’interessato, ingestione oppure inalazione. Le sostanze chimiche inalabili si presentano in diversi stati, perciò:
-Aerosol (fibre, polveri, fumi e nebbie);
-Aeriformi (gas e vapori).
Il rischio più elevato lo troviamo dove c’è amianto e silice cristallina.
Il datore di lavoro è colui che è tenuto alla valutazione dei rischi. Se il rischio non è trascurabile, esso dovrà accertarsi che il lavoratore ne consideri la pericolosità e si protegga. In edilizia il lavoratore è spesso a contatto con la pelle con gli agenti chimici, questo può provocare allergie e dermatiti, ad esempio la questione del cemento. I DPI appositi possono essere a protezione localizzata o limitata.
Le misure di prevenzione (collettive) e protezione, nel caso di sostanze inalanti consistono nell’uso di aspiratori, ventilatori e inumidimento del materiale polveroso (durante le demolizioni).

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