
Hai mai sognato di frequentare un’università dove i professori ti chiedono di chiamarli per nome e, invece di pagare le tasse, ricevi un bonifico dallo Stato ogni mese? Non è un’allucinazione post-esame: è la realtà della Danimarca.
Forse non lo sapevi, ma la Danimarca è un vero paradiso per chi vuole un'istruzione di alto livello, dall'approccio pratico, e un altrettanto alto livello di welfare. È un sistema che premia l'intraprendenza e che trasforma lo studente da spettatore passivo a protagonista del proprio percorso.
Ma attenzione, perché il "paese più felice del mondo" non regala nulla senza una precisa strategia.
Indice
Addio lezioni frontali: il metodo del Problem-Based Learning
Entrare in aula ed essere sfidati a risolvere un problema reale per un’azienda locale, invece di dover imparare a memoria un manuale di mille pagine per prepararsi al prossimo esonero.
Questo è il cuore del sistema danese: si chiama Problem-Based Learning, un approccio nato all'Università di Aalborg e poi diventato lo standard nazionale (anche se convive, in alcuni atenei, con metodi più tradizionali). Non si parte dalla teoria, ma da un "problema" reale: ad esempio, come ridurre gli sprechi idrici di un quartiere o come ottimizzare la logistica di una start-up.
Il tuo compito non sarà studiare da solo, ma lavorare in un team di 4-5 persone per un intero semestre. Il docente agisce come un facilitatore: non dà risposte, ma pone domande per guidare la vostra ricerca.
Questo metodo sviluppa le cosiddette soft skills (leadership, negoziazione, pensiero critico) che sono le più ricercate dalle aziende danesi. Spesso l’esame finale consiste proprio nella difesa del progetto davanti a una commissione, un po' come se stessi presentando un piano d'affari a dei potenziali investitori.
Università gratis e il SU, lo "stipendio" studentesco
Non ci sono tasse da pagare in Danimarca per l'Università: è completamente gratis per danesi e cittadini UE. Per gli extra UE la faccenda si complica, perché l'università va pagata ed è molto piu difficile rientrare nelle agevolazioni (come il SU di cui parleremo di seguito).
Il SU (Statens Uddannelsesstøtte) è il pilastro dell'autonomia studentesca. Per ottenerlo come cittadino UE, devi essere considerato un "lavoratore" ai sensi del diritto dell'Unione. Questo significa che devi avere un contratto di lavoro in Danimarca e lavorare tra le 10 e le 12 ore ogni settimana, senza interruzioni.
Nel 2026, il sussidio si attesta sui 6.820 DKK lordi (netti sono circa 800 euro). È importante sapere che, per richiederlo, avrai bisogno del MitID (la loro identità digitale) e di un conto corrente danese chiamato NemKonto.
Per gli studenti danesi l’accesso al SU è decisamente più semplice rispetto a noi "internazionali", perché per loro il sussidio è considerato un diritto di cittadinanza legato all'istruzione, quasi come se fosse uno stipendio statale per il solo fatto di studiare.
Ecco come funziona per loro e quali sono le differenze principali.
Il diritto di nascita: nessuna soglia di ore lavorative
A differenza di uno studente italiano o della UE, lo studente danese non ha l'obbligo di lavorare per ricevere il SU. Mentre noi dobbiamo dimostrare ogni mese di aver lavorato almeno 10-12 ore a settimana per mantenere lo status di "lavoratore UE", il danese deve semplicemente essere iscritto a un corso di studi e frequentarlo attivamente.
Questo gli permette di scegliere se dedicarsi al 100% allo studio o se lavorare per avere qualche extra, senza l'ansia di perdere il sussidio se il datore di lavoro gli taglia i turni.
Il tetto massimo di reddito (Fribeløb)
Sebbene non siano obbligati a lavorare, molti danesi lo fanno. Tuttavia, devono stare attenti a non guadagnare troppo. Esiste infatti il Fribeløb: se lo studente supera una certa soglia annua di stipendio (circa 18.000 - 19.000 DKK al mese di media, oltre al SU), lo Stato chiede indietro una parte del sussidio l'anno successivo. È un sistema fatto per garantire che il sussidio vada a chi ne ha bisogno per mantenersi, evitando che chi ha già stipendi alti ne approfitti.
Differenza tra "Udeboende" e "Hjemmeboende"
L'importo che un danese riceve dipende molto da dove vive:
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Hjemmeboende (chi vive con i genitori): Riceve un importo molto più basso, che varia in base al reddito dei genitori. L'idea è che, avendo vitto e alloggio pagati dalla famiglia, lo Stato debba intervenire meno.
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Udeboende (chi vive fuori casa): Riceve l'importo pieno (i famosi 6.820 DKK lordi), indipendentemente dal reddito del padre o della madre. Questo incoraggia i giovani danesi a lasciare casa prestissimo, spesso già a 18 o 19 anni, favorendo una maturità e un'indipendenza che sono la norma nella società scandinava.
Il prestito studentesco (SU-Lån)
Se il sussidio base non dovesse bastare (magari perché vivono in un appartamento costoso al centro di Copenaghen), i danesi hanno accesso a un prestito statale a tassi d'interesse bassissimi (il SU-Lån). Molti lo usano per integrare le entrate durante gli anni del Master, sapendo che inizieranno a rimborsarlo solo dopo aver trovato lavoro, con rate molto sostenibili. Anche noi studenti UE possiamo richiederlo, ma solo se siamo già stati approvati per il SU base.
Quanto costa davvero vivere in Danimarca nel 2026?
Vivere con circa 1.400-1.500 euro al mese (SU + stipendio part-time) è la norma, ma richiede disciplina. L'alloggio è la voce che incide di più: una stanza in un Kollegium può costare tra le 3.500 e le 5.000 DKK (470-670 euro), mentre nel mercato privato a Copenaghen si sale facilmente sopra le 6.500 DKK. Spesso dovrai versare un deposito pari a 3 mesi di affitto più il primo mese anticipato, quindi è fondamentale avere dei risparmi iniziali (almeno 2.500-3.000 euro) per coprire l'ingresso in casa.
Per quanto riguarda il cibo, la spesa mensile si aggira sui 2.000-2.500 DKK. Il segreto degli studenti è l'app Too Good To Go (nata proprio in Danimarca!) e i supermercati discount.
Un dettaglio che molti dimenticano sono le bollette: se l'affitto non è "all inclusive", calcola altre 500-800 DKK al mese per riscaldamento, acqua ed elettricità. La buona notizia? Le cure mediche di base sono gratuite grazie alla tessera gialla (Sundhedskort) che riceverai insieme al tuo codice fiscale danese (CPR).
Trasporti e svago: la cultura della bicicletta e della condivisione
In Danimarca la bicicletta non è un hobby, è un mezzo di trasporto primario che ti fa risparmiare circa 500 DKK al mese di abbonamento ai mezzi pubblici.
Le città sono disegnate per i ciclisti, con piste larghe e semafori dedicati. Se però abiti lontano dal campus, puoi richiedere la Ungdomskort, una tessera agevolata per studenti che abbatte i costi di bus e treni.
Per quanto riguarda la vita sociale, i danesi amano il concetto di Hygge (creare un'atmosfera accogliente e intima), che spesso significa cene in casa e serate tranquille. Uscire a bere una birra o andare al cinema è un lusso: una serata fuori può costarti facilmente 200-300 DKK.
Tuttavia, le università hanno spesso i loro "Fredagsbar" (bar del venerdì) dove i prezzi sono molto più popolari e l'atmosfera è perfetta per conoscere gente da tutto il mondo.