Concetti Chiave
- L'allevamento ha origini antiche, risalenti al Paleolitico con l'addomesticamento del cane, seguito nel Neolitico da bovini, ovini, suini ed equini.
- Le antiche civiltà allevavano animali non solo per cibo e lavoro, ma anche per motivi religiosi e culti magici, creando un legame con diverse specie.
- La pratiche di allevamento si sono evolute, passando da tentativi occasionali a una gestione sistematica con recinti e riproduzione selettiva.
- La selezione ha portato alla creazione di razze di bestiame "da reddito", per prodotti commerciabili, e "da lavoro", per attività agricole e trasporti.
- Il bestiame è stato anche utilizzato come produttore di letame, fertilizzante naturale fondamentale fino al XIX secolo.
Origini dell'allevamento
L'allevamento è una forma di utilizzo degli animali per esigenze umane. Le tappe principali dell'allevamento coincidino spesso con quelle dell'agrcoltura. I primi tentativi di addomesticare gi animali risalgono alla fine dl Paleolitico, quando in Asia e in Europa fu addomesticato il cane che serviva principalemnte di aiuto nella caccia. Nel Neolitico, contemporaneamente al formarsi delle prime comunità stabili di agricoltori, si è cominciato ad addomesticare e allevare bovini, ovini, suini ed equini, sia per il lavoro nei campi, sia come fonte di cibo e di vesti.
Addomesticamento e motivazioni
L'uomo primitivo e le civiltà più antiche hanno allevato animali non solo perchè spinti da questo bisogno primari, ma anche per motivi legati alla religione e ai culti magici. Così, per esempio, il gatto, vari tipi di volatili e serpenti sono stati abituati a vivere vicino agli uomini. Altri animali, invece, hanno accompagnato l'uomo nelle sue imprese di caccia, aiutandolo a individuare e a catturare le prede.
Evoluzione e selezione del bestiame
In origine, i tentativi di addomesticare alcune specie animali erano del tutto occasionali; in seguito, l'uomo ha cominciato a custodire gli animali in appositi recinti e a curarne la riproduzione. Si è così sviluppata una riproduzione selettiva che ha portato alla creazione di razze migliori, ma ha determinato anche l'estinzione delle specie selvatiche originarie. La riproduzione selettiva, inoltre, ha contribuito a distinguere due tipi di bestiame: uno, "da reddito", che fornisce prodotti commercibili, come carne, latte e lana; l'altro, "da lavoro", utile all'uomo soprattutto come forzatraino dell'aratro o per i trasporti. Mentre il primo tipo trova ancora oggi largo impiego , il bestiamo "da lavoro" è stato sostituito dalle macchine. Il bestiame, è però utilizzato anche come produttore di letame, fertilizzante naturale che, fino al XIX secolo, fu l'unico conosciuto.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini storiche dell'allevamento degli animali?
- Quali motivazioni spingevano l'uomo primitivo ad allevare animali?
- Come si è evoluto il processo di selezione del bestiame nel tempo?
L'allevamento ha origini antiche, risalenti alla fine del Paleolitico con l'addomesticamento del cane, e si è sviluppato nel Neolitico con l'allevamento di bovini, ovini, suini ed equini, in concomitanza con le prime comunità agricole.
Oltre ai bisogni primari di cibo e lavoro, l'uomo primitivo allevava animali anche per motivi religiosi e cultuali, come nel caso di gatti e volatili, che vivevano vicino agli uomini.
Inizialmente casuale, la selezione del bestiame è diventata sistematica con la custodia e la riproduzione in recinti, portando alla creazione di razze migliori e alla distinzione tra bestiame "da reddito" e "da lavoro", quest'ultimo ora in gran parte sostituito dalle macchine.