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Epoca in cui il Sahara era abitato Il deserto del Sahara non è stato sempre un oceano di sabbia interrotto da qualche rara oasi. Sotto la sabbia bollente esistono tuttora immense quantità d’acqua imprigionate nel sottosuolo, relitto di un’epoca in cui la pioggia cadeva abbondante e regolare. Poi il clima cambiò, le dense nuvole scure provenienti dall’Oceano deviarono a Nord e a Sud della cascata di sabbia bollente, e la terra si desertificò.
Il Sahara si formò circa 14.000 anni fa, ma da allora si susseguirono sulla terra vari cicli caldi e glaciali e il deserto tornò per lunghi periodi a ospitare la vita. L’ultima desertificazione avvenne circa 5.000 anni fa e da allora il più grande deserto del mondo è più o meno simile a quello che conosciamo.
L’uomo però fece in tempo a vedere un altro Sahara, ricco di animali e adatto alla vita. I resti di quell’epoca sono visibili grazie a varie iscrizioni rupestri presenti sulle catene montuose del Sahara; i più notevoli sono stati scoperti in anni abbastanza recenti in seguito all’esplorazione dei monti Tassali che si trovano proprio nel cuore dell’attuale deserto, nell’estremo sud dell’Algeria, vicino ai confini con la Libia.
Sui monti Tassali esiste tuttora una grande oasi di montagna con una vegetazione di cipressi e mirti. In questo luogo furono scoperte migliaia di pitture rupestri, risalenti a un periodo compreso tra 10.000 e 5.000 anni fa che descrivono la vita di una comunità di cacciatori e di allevatori.
Alcune pitture sono di grande bellezza e descrivono scene di caccia e animali che facevano parte della fauna locale: ippopotami (il che presuppone l’esistenza di grandi laghi e fiumi), antilopi, elefanti, dromedari, varie specie di bovini. In quei millenni il Sahara era una savana e non un deserto. I cacciatori neolitici di quell’epoca usavano lance e frecce, oltre che una specie di boomerang; guidavano carri trainati da bovini ed equini: avevano addomesticato il cane. In una grotta è dipinta una gigantesca figura umana, alta più di tre metri, con intorno animali e figure in preghiera: probabilmente, un dio. Molti uomini sono stilizzati con la testa rotonda, e peciò gli archeologi li hanno scherzosamente definiti “marziani" (il che ha alimentato le dilettantesche e deliranti teorie sugli extraterrestri come fondatori di questa civiltà!); questi uomini cacciano, seguono mandrie, danzano, pregano. Sono raffigurate anche danze estatiche, in cui i fedeli cadevano in trance probabilmente a causa di funghi allucinogeni, anche essi raffigurate nelle pitture
Si trattava insomma di una civiltà neolitica prospera e fiorente; poi circa 5.000 anni fa il clima cambiò, gli animali si spostarono e il deserto assediò le poche oasi in cui si poteva ancora vivere e trovare acqua, la Valle del Nilo. Questa emigrazione favorì la concentrazione di popolazione sulle sue sponde e contribuì in modo decisivo alla nascita della civiltà egizia. Insomma, l’Egitto, oltre a essere un dono del Nilo, lo si può anche considerare un dono del Sahara.

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