Video appunto: Arte figurativa durante il paleolitico superiore

Arte figurativa durante il paleolitico superiore



Durante il paleolitico superiore si sviluppa l’arte figurativa che si manifesta come arte mobiliare e arte parietale.
La prima è relativa ad oggetti mobili, per esempio le veneri (statuette femminili dalle forme accentuate per simboleggiare la fertilità) e i ciottoli (su cui vi erano raffigurazioni incise di animali).
Ad esempio il ciottolo di Tolentino, raffigura una donna con testa di animale (forse uno spirito, un demone?). Altre raffigurazioni interessanti venivano fatte sui propulsori in corno (animali in movimento).
Per quanto riguarda l’arte parietale essa consiste in raffigurazioni dipinte o incise sulle pareti delle grotte (venivano rappresentati animali soprattutto). Grotte principali in Francia sono Lascaux e Chauvet, in Spagna c’è Altamura, in Italia la
Grotta Paglicci.

L’interpretazione più diffusa è che si tratti di magia venatoria ma non è detto, in quanto gli animali spesso rappresentati non coincidono con quelli più cacciati.
Si pensa che le raffigurazioni parietali abbiano un significato più complesso.
Gli animali più rappresentati: cavalli, buoi selvatici e bisonti, cervi, renne, rinoceronti, mammuth, altri animali (leoni, iene, orsi, un gufo)
Altro disegno ricorrente solo le mani in negativo, ottenute soffiando ocra sopra la mano.
Le figure umane sono poco rappresentate. Ad esempio è famosa quella della Grotta dell’Addaura a Palermo: scena di vita sociale impregnata di violenza: figure maschili che danzano intorno a due figure centrali che hanno una corda che lega il collo alle caviglie delle gambe piegate. Forse è una punizione oppure un rito di iniziazione per misurare la capacità di resistenza.