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L’agricoltura nel bacino del Mediterraneo


Fino a circa 10.000 anni fa la popolazione umana della Terra contava solo qualche milione di individui che, divisi in piccoli gruppi, si procuravano il cibo cacciando e raccogliendo frutti, semi e radici. L’uomo, sempre alla ricerca del sostentamento quotidiano, conduceva una vita nomade.
Intorno al 5000 a.C. (circa 7000 anni fa) nell’area del Mediterraneo, e più precisamente nell’attuale Vicino Oriente, avviene uno dei più importanti eventi nella storia dell’umanità: la nascita dell’agricoltura. L’uomo scopre che mettendo dei semi in un terreno accuratamente preparato, l’anno successivo, senza lunghe e faticose ricerche, può ottenere, concentrata in poco spazio, una grande produzione di semi di una sola specie. Così, lentamente, i cacciatori nomadi si trasformano in coltivatori e allevatori sedentari.
Ben presto i piccoli villaggi di agricoltori si fanno sempre più grandi, fino a diventare delle vere e proprie comunità organizzate. La terracotta e la ceramica vengono ampiamente utilizzate nella costruzione di vasi e recipienti necessari per contenere e conservare i nuovi e più abbondanti cibi. A poco a poco le conoscenze e le nuove tecniche si diffondono in Europa e in Asia, così che il volto del nostro pianeta viene sempre più modificato per ricavare nuovi terreni da destinare alle colture agricole in modo da poter nutrire una popolazione umana sempre più numerosa. Ciò che accade alle popolazioni e all’ambiente europeo nei secoli successivi appartiene non alla preistoria ma alla storia e verrà quindi affrontato in altre unità solo per quanto riguarda le sue implicazioni con l’ambito geografico: le trasformazioni che sono avvenute nell’ambiente ad opera dell’azione dell’uomo.
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