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XVII secolo – La nascita del metodo scientifico


Nei secoli precedenti, il Rinascimento aveva elaborato un atteggiamento nuovo nei confronti della natura ed aveva sostento la ricerca dell’uomo finalizzata a scoprire i segreti naturali. Tuttavia non aveva fornito indicazioni precise ed organizzate su come tale ricerca avrebbe dovuto essere condotta. Si trattava quindi di ricercare un appropriato metodo scientifico. Nella prima metà del XVII secolo diversi pensatori focalizzarono le loro forze per trovare un metodo e questi sforzi produssero uno sviluppo notevole della scienza. Questi pensatori erano:
Bacon che fissò le regole della ricerca scientifica, alla cui base pone l’osservazione e l’ esperimento
Galileo che applicò alla scienza il metodo matematico ed aprendo così nuove possibilità alla ricerca scientifica con l’invenzione del telescopio e con le sue osservazione del pendolo
Descartes che stabilì le regole da seguire in ogni campo del pensiero umano, rifiutando così ogni verità che non potesse essere dimostrata o che non fosse evidente
Alla fine del secolo, Newton, parlando di sé, affermò che se aveva potuto vedere più lontano degli altri è perché era salito sulle spalle dei giganti. E questi giganti non erano gli antichi pensatori come Aristotele, bensì Keplero, Galileo e Descartes. L’opera di questi geni non deve essere staccata dalla cultura precedente:ì, data l’importanza crescente attribuita a quel tempo alla matematica: concezione neoplatonica di Cusano e applicazione della matematica alle tecniche, alle arti, alla navigazione e all’artiglieria. Veramente dell’applicazione della matematica alla meccanica alla tecnica in genere, se ne era già occupato Archimede, tuttavia nel XVII secolo si arrivò a scoprire in modo induttivo (un procedimento che partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale) le formule matematiche che regolavano i fenomeni naturali. Il primo passo fu compiuto da Keplero che enunciò, dopo ricerche empiriche, le leggi matematiche del moto dei pianeti che portano il suo nome: le orbite dei pianeti sono ellittiche, il sole occupa uno dei due fuochi di tali ellittiche, il segmento di retta che congiunge sole e pianeta percorre aree uguali in tempi uguali. Tutti i dati dell’osservazione coincidevano quasi perfettamente con questo formule, ma Keplero andò oltre. Infatti, dopo dieci anni riuscì a scoprire una terza legge: i quadrati dei tempi di rivoluzione stanno fra di loro come i cubi delle distanze medie dal sole. Il metodo di Keplero, che possiamo definire induttivo-matematico, fu perfezionato da Galileo Galilei che lo trasformò in sperimentale-matematico.
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