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Washington

Generale dell’esercito degli Stati Uniti nella Guerra d’Indipendenza, si insedia nel 1789 e rimane Presidente per due mandati, fino al 1796. Non è espressione vera è propria di un partito politico, ma gli viene riconosciuto l’enorme merito in guerra.
Già dal 1781 al 1787 il dibattito politico si era orientato sulla necessità di riconoscere un capo dell’esecutivo forte, che fosse anche in grado di concepire l’Unione come uno Stato federale, a livello superiore rispetto ai singoli Stati. La Costituzione stessa è il riconoscimento di questa necessità. Federazione come forte concentrazione del potere politico, che doveva essere anche in grado di imporre in modo vincolante. Anche dopo il 1787 si ha questa tensione verso il rafforzamento dell’esecutivo centrale. Il primo vero e proprio partito è non a caso il Federalist Party, nato nel 1792 ad opera di Alexander Hamilton. È il segnale evidente che l’approvazione della Costituzione non rappresenta la conclusione del confronto politico. È un partito che naturalmente voleva un rafforzamento del Governo centrale. Ad esso si contrapporrà nei decenni successivi il partito dei Repubblicani guidato da Thomas Jefferson, che evidentemente voleva la riduzione dell’accentramento del potere, a favore degli Stati. Non è che fossero antifederalisti, ma temevano che un eccessivo accentramento nelle istituzioni federali potesse portare all’instaurazione di una tirannia da parte del partito dominante, occupante le posizioni chiave. Gli Stati dovevano svolgere ruolo di sbilanciamento a questo monopolio della decisione politica.

Il programma del Federalista era per lo sviluppo e la modernizzazione economica guidata dalla politica del governo centrale, aiutato dall’istituzione di nuovi organismi. Come per esempio una banca centrale, o delle tasse, così che il governo potesse disporre di risorse economiche. Si voleva anche intrattenere buone relazione con l’Inghilterra per il commercio, un forte esercito e soprattutto una marina. Le ragioni del partito vengono messe per iscritto nei Federalist Papers, una serie di articoli pubblicati tra il 1787 e il 1788 sui principali quotidiani di New York. I primi avevano proprio l’obiettivo di spingere lo Stato di New York alla ratifica della Costituzione, quindi la spiegavano nel dettaglio. Non si tratta dell’opera di una singola persona, ma di molti personaggi centrali nella storia degli Stati Uniti. Di molti è però autore Hamilton, sotto pseudonimo. Questi articoli ci danno modo di capire come i padri costituenti interpretassero e intendessero la Costituzione.
Hamilton è poi anche Primo Segretario del Tesoro per Washigton, e ricoprendo questa carica riesce a portare avanti gli obiettivi del suo partito: la nuova banca centrale riuscì a risolvere l’enorme debito pubblico accumulatosi in seguito alla guerra.

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