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Vasco de Gama e la scoperta portoghese delle Indie

Cinque anni dopo la scoperta dell’ America da parte di Cristoforo Colombo, una spedizione portoghese comandata da Vasco de Gama arrivò a doppiare il Capo di Buona Speranza per raggiungere nel 1498 il porto indiano di Calicut. Le ripercussioni di questo avvenimento furono enormi fin dall’inizio e rivoluzionarono rapidamente la geografia economica. Le navi portoghesi tornarono in patria cariche di spezie di un valore favoloso per i tempi il cui costo veniva ad essere cinque volte inferiore rispetto ai prezzi praticati da Venezia. Sulle coste indiane, i Portoghesi impiantarono delle fattorie e Goa diventò la capitale di un fiorentissimo impero coloniale e marittimo. Per avere la supremazia sui mari orientali, i Portoghesi non esitarono a distruggere il commercio degli Arabi, sterminando i trafficanti arabi e bombardandone le navi e gli scali commerciali. Anche la potenza commerciale veneziana subì il contraccolpo della scoperta portoghese delle Indie. Tuttavia Venezia cercò di reagire alleandosi con il sultano dell’ Egitto con l’intento di poter respingere più facilmente l’invasione portoghese del Mar Rosso e dell’ Oceano Indiano. Addirittura, la Repubblica di Venezia immaginò di poter operare il taglio dell’istmo di Suez che avrebbe messo direttamente in comunicazione il Mediterraneo con l’Oceano indiano. Fu proprio in questo momento che Papa Giulio II si scagliò contro Venezia la Lega di Cambrai (1598-1510) per cui Venezia si vide costretta a rinunciare al suo progetto e rassegnarsi a veder passare in mani portoghesi il commercio delle spezie. MNel frattempo l’impero portoghese si stava organizzando; dopo aver occupato il Capo di Buona Speranza, occuparono l’isola di Socotra all’ingresso del Mar Rosso e Ormuz, all’ingresso del Golfo Persico. Avanzarono ulteriormente ed occuparono la penisola di Malacca, le isole di Giava e di Sumatra, l’arcipelago delle Molucche per penetrare in Cina, dove, a Macao, crearono un grande emporio commerciale da cui si lanciarono verso il mercato giapponese. Ormai, all’inizio del XVI secolo i Portoghesi controllavano interamente il traffico delle spezie, della lacca, delle droghe orientali, delle pietre preziose, delle perle, dei profumi e della seta cinese.
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