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La società inca

I sacerdoti, custodi della religione ufficiale, godevano di grande prestigio. Gli Incas adoravano molte divinità che rappresentavano gli elementi della natura. La divinità più importante era il dio Sole, detto Inti, ma grande importanza aveva anche Viracocha, il creatore. In onore delle divinità venivano sacrificati animali e vittime umane, soprattutto bambini. Anche presso gli Incas era assai importante la divinazione a opera di sacerdoti specializzati.
Non esisteva la proprietà privata della terra. Essa era suddivisa fra la terra del sovrano, coltivata dai contadini per il mantenimento del re e dei funzionari; la terra dei sacerdoti, che serviva al sostentamento del clero; la terra della comunità, dalla quale traeva alimento la popolazione rurale. I contadini erano inoltre costretti a prestazioni di lavoro (mita) per la costruzione e la manutenzione delle strade e dei sistemi di irrigazione. L'agricoltura, a causa del territorio prevalentementee montagnoso, era di carattere intensivo e i prodotti maggiormente coltivati erano il mais, le patate e un cereale simile al riso, che consentiva loro di ottenere ampi terreni coltivabili. L'artigianato era sviluppato soprattutto nell'ambito della tessitura, mentre per altri settori risulta inferiore a quello di altre civiltà americane.

Infine gli Incas realizzarono una rete stradale molto estesa e avanzata dal punto di vista tecnologico, con gallerie, ponti sospesi e galleggianti. Numerosi corrieri percorrevano queste strade, sfruttando le stazioni di posta costruite a distanze regolari.
Il ricordo della civiltà inca sopravvive ai nostri giorni grazie alle grandiose rovine di città come Cuzco, Machu Picchu, Pisac, poste su montagne scoscese e su terrazze tagliate nella roccia.

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