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Situazione politica della Francia nel Cinquecento

Nel 1559, durante i festeggiamenti per la firma della pace di Cateau-Cambrésis, Enrico II venne ferito e morì. Con la sua morte si aprì un periodo di forte instabilità politica: i suoi tre figli, Francesco II (1559-1560), Carlo IX (1560-1574) ed Enrico III (1574-1589), erano tutti in minore età; toccò quindi alla vedova Caterina de'Medici (1519-1589) il compito di governare il paese.
Il processo di accentramento in senso burocratico e assolutistico avviato dai sovrani precedenti fu bruscamente interrotto. Caterina si trovò a dover gestire una situazione difficilissima, complicata dal fatto di essere una donna, per di più straniera.
Le difficoltà economiche e finanziarie, determinate dalle guerre precedenti, si aggiunsero alla debolezza del potere monarchico. In tali condizioni era facile per l'antica feudalità tentare di ricostituire il proprio potere appoggiandosi ora all'una ora all'altra fazione di corte. Le divisioni religiose si erano infatti organizzate in "partiti": quello cattolico faceva capo alla famiglia dei Guisa, quello ugonotto a Gaspard de Coligny.

Le pressioni di questi "partiti" per condizionare le scelte politiche della corona erano foti, ma Caterina cercò semrpe di trovare un equilibrio tra le parti che evitasse lo scontro violento.
In realtà l'unica vera preoccuapzione della regina era difendere il prestigio della monarchia. Non intendeva schierarsi né dalla parte dei cattolici né da quella dei protestanti. Sembrava, anzi, che poco le importassero le questioni religiose: l'unica sua vera fede era probabilmente l'astrologia, di cui si servì sovente per prendere le decisioni di Stato, consultando in partiicolare il celebre Nostradamus.

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