Concetti Chiave
- La società degli immigrati in America era più fluida e mobile rispetto a quella europea, priva di tradizioni feudali e con poca rilevanza della nobiltà di nascita.
- La vastità delle terre disponibili e la colonizzazione favorirono la creazione di comunità di coltivatori indipendenti, unite da valori religiosi e imprenditoriali.
- L'etica del lavoro era influenzata dalla religiosità calvinista, che vedeva il successo economico come segno di predestinazione divina.
- Esistevano forti differenze economiche e sociali, con una nuova aristocrazia del denaro nelle città del nord e aristocrazie terriere nelle colonie meridionali.
- Il ceto medio, composto da agricoltori, negozianti e artigiani, rappresentava circa la metà della popolazione bianca, evidenziando la disparità sociale.
Qual è la società fluida degli immigrati?
L'eterogenea matrice sociale degli immigrati in America produsse una società molto più fluida e mobile di quella europea di Antico regime (almeno all'interno della popolazione bianca). Una società quasi del tutto priva di tradizioni e di rapporti feudali e in cui la nobiltà di nascita aveva scarsa rilevanza: la vastità degli spazi a disposizione e la spinta incessante al popolamento e alla colonizzazione di terre libere (o meglio sottratte, attraverso una spietata lotta, alle popolazioni indigene) favorivano la formazione di comunità di coltivatori indipendenti. I valori sociali più diffusi consistevano in un intreccio strettissimo tra la fede religiosa - cemento fondamentale della comunità - e lo spirito imprenditoriale: ne derivava un'etica del lavoro che, in coerenza con la dominante religiosità calvinista, scorgeva nel successo economico il segno di una predestinazione divina.
Differenze economiche e sociali
Si trattava, è bene notarlo, di una società tutt'altro che egualitaria. Le differenze economiche e sociali erano molto forti , sia nelle colonie meridionali, caratterizzate dal grande latifondo di piantagione, appannaggio di chiuse aristocrazie terriere, sia nelle città mercantili del nord: a Boston, a New York, a Philadelphia la nuova aristocrazia del denaro (circa il 10% della popolazione) possedeva la metà e oltre della ricchezza. Fra le classi superiori (better sort) - composte da grandi proprietari, uomini d'affari e mercanti, professionisti - e il popolino di braccianti, lavoranti e servi a contratto che costituiva il ceto più umile (lower sort), si apriva un vasto ceto medio (middling sort) di agricoltori, negozianti, artigiani, circa la metà della popolazione bianca (che superava di poco il milione nel 1750) apparteneva a questa categoria.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali della società degli immigrati in America rispetto a quella europea?
- In che modo la religione influenzava l'etica del lavoro nella società americana?
- Quali erano le principali differenze economiche e sociali nella società americana del periodo?
La società degli immigrati in America era molto più fluida e mobile rispetto a quella europea di Antico regime, priva di tradizioni feudali e con una nobiltà di nascita di scarsa rilevanza. La vastità degli spazi e la spinta alla colonizzazione favorivano comunità di coltivatori indipendenti, unite da valori religiosi e imprenditoriali.
La fede religiosa, in particolare quella calvinista, era un cemento fondamentale della comunità e influenzava l'etica del lavoro, facendo percepire il successo economico come un segno di predestinazione divina.
La società americana non era egualitaria; esistevano forti differenze economiche tra le aristocrazie terriere delle colonie meridionali e la nuova aristocrazia del denaro nelle città del nord, con un vasto ceto medio di agricoltori e artigiani che costituiva circa la metà della popolazione bianca.