Ominide 6603 punti

Seicento: Crisi culturale in Italia

Fino ai primi decenni del Seicento, l'Italia conobbe una straordinaria fioritura culturale, tanto che lo storico francese Fernand Braudel non esita a parlare del secolo 1550-1650 come del "periodo del massimo irradiamento della civiltà italiana".
Verso la metà del Seicento, però, la capacità innovativa della cultura italiana si indebolì e così, insieme alla decadenza politica ed economica, l'Italia spagnola conobbe anche una profonda crisi culturale e spirituale. La realtà di questa crisi si può constatare facilmente osservando il ruolo dell'Italia nella cultura del Settecento: in quell'epoca la Penisola non solo non rappresenta più il centro propulsore dell'attività intellettuale europea, ma addirittura si presenta come un'area culturalmente dipendente da altri paesi. In altre parole, dopo essersi lugnamente imposta come un modello di civiltà, nel Settecento l'Italia iniziò a importare idee: il rapporto con le altre aree europee si era drasticamente rovesciato.

La crisi della cultura italiana fu determinata sia dalla decadenza economica e sociale del paese, sia dai limiti che il clima controriformistico impose alla vita del pensiero. L'intolleranza non era certo una prerogativa esclusiva né dell'Italia, né del cattolicesimo: in Italia, tuttavia, la presenza fisica del papato e l'egemonia della Spagna - la monarchia più impegnata nella Controriforma - imposero con particolare rigore censure e vincoli soffocanti.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email