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Seconda rivoluzione industriale - Istruzione della donna e ruolo partiti socialisti

Il livello d’istruzione migliorò sensibilmente e tutti i governi europei si impegnarono al massimo per sconfiggere l’analfabetismo. L’istruzione femminile iniziò a diffondersi perché le figlie delle famiglie nobili furono mandate a studiare, anche se poi erano escluse dal lavoro e si formarono soprattutto in Inghilterra i primi partiti femministi. C’erano casi rarissimi di donne che riuscivano a laurearsi o a trovare un’occupazione spesso come insegnanti elementari; si pensi a Marie Curie che aveva due lauree e vinse due premi Nobel. La classe dominante europea era la borghesia che cominciò a stratificarsi: la piccola borghesia era rappresentata da tutto quel ceto crescente formato dagli impiegati, la media borghesia era quella delle professioni tradizionali come l’avvocato, il medito e il notaio, mentre l’alta borghesia era composta dagli imprenditori. Molto variegata era anche la classe operaia. Nella famiglia borghese la donna non aveva alcun ruolo, mentre a livello popolare godeva di più libertà e riusciva spesso a ritagliarsi qualche mansione.

Negli ultimi anni dell’Ottocento nacquero in tutta Europa dei partiti socialisti. Questa era dovuto alle dure condizioni di lavoro degli operai che si ribellavano e pretendevano un tenore di vita migliore. Frequenti erano le malattie e gli infortuni degli operai. Sorsero i primi sindacati per difendere i diritti dei lavoratori; in Inghilterra nel 1834 nacquero le Trade unions. L’Inghilterra era stato il primo paese a industrializzarsi, ma si trovava a dover affrontare la concorrenza spietata della Germania e degli Stati Uniti e a dover sostituire le proprie macchine che erano troppo vecchie.

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