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scontro ugonotti-cattolici

Nella seconda metà del 1500 vi furono in Francia guerre di religione tra cattolici e ugonotti, dovute principalmente alla debolezza del potere monarchico. Vi fu infatti un vuoto di potere a causa dell’inaspettata morte di Enrico II a cui seguì il succedersi di re giovanissimi. Nel 1559, durante un torneo per celebrare la pace di Cateau-Cambresis Enrico II, colpito all’occhio da una lancia, morì. Gli successe il quindicenne Francesco II e la reggenza passò al duca Francesco di Guisa e al cardinale di Lorena, ma dopo un anno morì anche il giopvane sovrano. Così salì al trono Carlo IX, un bambino di dieci anni, perciò la reggenza passò ora alla madre Caterina dei Medici.
La debolezza della monarchia fu proprio dovuta al fatto che la reggenza in mano ad una donna, per lo più straniera, fece sì che prendessero rilievo le aspettative di salire al trono da parte di due fazioni in contrasto: i Guisa, fautori del cattolicesimo e propensi ad allearsi con gli spagnoli pur di conquistare il potere, e gli ugonotti, ossia i calvinisti francesi guidati dai Coligny e poi dai Borboni. La regina, sebbene osteggiasse entrambe le parti, temeva i Guisa, alleati con gli spagnoli, poiché spaventata da una possibile invasione straniera, così lo stesso Gasparre di Coligny ne diventò un consigliere. Gli ugonotti, infatti, sebbene inferiori in numero, nel 1560 erano intorno al milione, erano molto attivi nell’amministrazione, impegnati nelle cariche pubbliche, e riuscirono a creare una rete di informazione tra di loro che li portò ad essere in grado di contendere il potere alla maggioranza cattolica.
Lo scontro armato tra le due fazioni ebbe inizio nel 1562 quando, in quello che fu chiamato il Massacro di Vassy, Enrico di Guisa attaccò un raduno di ugonotti che in precedenza aveva tentato il colpo di stato. Il 24 agosto del 1572 i contrasti terminarono con la strage di San Bartolomeo. Molti ugonotti infatti erano giunti a Parigi in occasione delle nozze fra Enrico di Borbone e Margherita di Valois. I cattolici approfittarono della concentrazione di protestanti, anche di alti esponenti del partito ugonotto e ne uccisero migliaia tra cui Gasparre di Coligny, la persona più influente sulle scelte del regnante. La lotta a questo punto si espanse anche a livello internazionale poiché i vari Paesi cattolici o protestanti sostenevano una o l’altra parte. Il nuovo re Enrico III strinse, in questo senso, un accordo, sostenuto anche dai Guisa, con il cattolico Filippo II, prevedendo l’intervento militare spagnolo in Francia se necessario.
Questa possibile invasione non preoccupava solo la parte avversa, ma tutti i francesi, poiché questa sudditanza a Filippo II rischiava di condurre a una perdita di potere, così nel 1589 Enrico III decise di sciogliere l’alleanza con Filippo, per di più appena sconfitto dagli inglesi, e di allearsi in funzione antispagnola con Enrico Borbone, nuovo esponente della parte ugonotta. Fece così uccidere Enrico Guisa, rimasto alleato con il sovrano spagnolo, ma un sicario cattolico per vendicarsi uccise lo stesso re. In seguito alla celebre guerra dei tre Enrichi rimase invita solo Enrico di Borbone, indicato prima di morire da Enrico III come successore al trono di Francia a condizione che si convertisse al cattolicesimo. In un primo momento Enrico di Borbone si insediò sul trono continuando la lotta contro i cattolici.

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