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La rivoluzione francese è una delle grandi rivoluzioni del Settecento.
All'inizio è un movimento politico e sociale che aveva lo scopo di abbattere i privilegi del clero e della nobiltà. Partecipa anche il popolo, al quale si allea la borghesia. Durante questo periodo, prima dello scoppio della rivoluzione, vi erano classi privilegiate, esenti da tasse, ridotte a parassiti, poiché c'era chi lavorava per loro; e classi disagiate, ovvero il terzo stato.
Le cause della rivoluzione francese sono: politiche, sociali, culturali, economiche e finanziarie.
La rivoluzione francese era condotta dalla borghesia, forza dirigente nuova, che si fa affiancare dalla parte più "moderna" e liberale della nobiltà e del clero. Il loro scopo era l'abolizione dei privilegi del clero e della nobiltà più conservatrice, attraverso l'attivazione di una nuova riforma fiscale.
Di fronte al deficit la Francia doveva scegliere se dichiarare bancarotta oppure cercare di fare qualcosa attraverso una riforma fiscale.

L'aristocrazia ovviamente non era concorde, perciò convocò la riunione degli Stati generali (un'assemblea con i rappresentanti di ciascuno Stato), sperando di risolvere la situazione. Tuttavia sorge un problema: come votare? Per lo Stato (un voto per Stato) avrebbero vinto il clero e la nobiltà; per testa (a ciascuna persona un voto) avrebbe vinto il Terzo Stato.
Allora il Terzo Stato si ritirò in un'altra stanza e giurando di dare una nuova Costituzione alla Francia (Giuramento di Pallacorda)

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