Concetti Chiave
- La conflittualità a Parigi nel 1789 era alimentata da tensioni tra la corte e il popolo, sfociando in tumulti legati alla carestia.
- Il 14 luglio 1789, la presa della Bastiglia da parte di circa 800 parigini simboleggiò la lotta contro la tirannia, diventando una data storica celebrata in Francia.
- Il governo di Parigi si riorganizzò con l'istituzione di un Consiglio di cittadini e la creazione della Guardia Nazionale, guidata da La Fayette.
- La rivolta popolare si diffuse in tutto il paese, portando alla "grande paura" tra i nobili, molti dei quali scapparono all'estero.
- L'abolizione dei privilegi e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 affermarono l'uguaglianza legale e diritti naturali inalienabili per tutti i cittadini.
Conflittualità e tumulti a Parigi
Vi era uno stato di conflittualità tra:
- i familiari del re e la parte conservatrice della corte;
- il popolo di Parigi, ridotto ai limiti di sopportazione diede vita a tumulti (rivolta della fame)
La situazione peggiorò quando si diffuse la notizia che il re voleva sciogliere l’Assemblea costituente.
Qual è la presa della Bastiglia?
Il 14 luglio 1789 circa 800 parigini armati si diressero verso la fortezza della Bastiglia, una prigione considerata simbolo della tirannia e dell’assolutismo, e riuscirono ad espugnarla, liberando i prigionieri)
La data del 14 luglio è celebrata ancora oggi come festa nazionale in Francia.
Riorganizzazione del governo di Parigi
Da allora il governo della capitale fu assunto da un Consiglio di cittadini, che prese il nome di Municipalità; per la difesa di Parigi venne istituita la Guardia Nazionale, una milizia volontaria a difesa dell’Assemblea e dell’ordine pubblico con a capo il marchese La Fayette, un nobile di idee liberali che si era schierato con il Terzo stato, già noto per aver partecipato alla guerra d’indipendenza americana.
Diffusione della rivolta e grande paura
Il movimento di rivolta popolare si diffuse nelle città di provincia e nelle campagne.
I contadini avevano dato inizio a rivolte, massacri e saccheggi ai danni degli aristocratici e del clero. Iniziò per i ceti privilegiati la “grande paura”, che indusse molti nobili francesi a emigrare all’estero.
Intanto, la borghesia, si impadroniva dei consigli comunali obbedienti all'Assemblea costituente.
Abolizione dei privilegi e diritti dell'uomo
La notte del 4 agosto 1789, l’Assemblea Costituente, decretò l’abolizione dei privilegi del clero e della nobiltà e la soppressione dei diritti feudali.
Il 26 agosto 1789, l’Assemblea approvò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che seguendo le indicazioni della cultura illuministica e affermando l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, riconosceva l’esistenza di diritti derivanti all’uomo dalla natura e perciò uguali per tutti e inalienabili: i sudditi diventavano in tal modo cittadini.
L’Assemblea codificò tali diritti naturali nel riconoscimento della sovranità popolare, della libertà di parola, di pensiero, di religione e di stampa e dell’inviolabilità della persona e della proprietà.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali della conflittualità a Parigi nel 1789?
- Qual è l'importanza della presa della Bastiglia avvenuta il 14 luglio 1789?
- Quali furono le conseguenze dell'abolizione dei privilegi e della Dichiarazione dei diritti dell'uomo?
La conflittualità a Parigi era alimentata dalla tensione tra i familiari del re e la parte conservatrice della corte, e il popolo, esasperato dalla fame, che diede vita a tumulti. La situazione si aggravò con la notizia del tentativo del re di sciogliere l’Assemblea costituente.
La presa della Bastiglia rappresenta un momento cruciale della Rivoluzione francese, poiché simboleggiava la lotta contro la tirannia e l’assolutismo. Questo evento è celebrato ancora oggi come festa nazionale in Francia.
L'abolizione dei privilegi del clero e della nobiltà, insieme all'approvazione della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, segnò la transizione da sudditi a cittadini, affermando l'uguaglianza di fronte alla legge e riconoscendo diritti naturali inalienabili, come la libertà di parola e di religione.