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La presa della Bastiglia e conseguenze


Vi era uno stato di conflittualità tra:
- i familiari del re e la parte conservatrice della corte;
- il popolo di Parigi, ridotto ai limiti di sopportazione diede vita a tumulti (rivolta della fame)
La situazione peggiorò quando si diffuse la notizia che il re voleva sciogliere l’Assemblea costituente.
Il 14 luglio 1789 circa 800 parigini armati si diressero verso la fortezza della Bastiglia, una prigione considerata simbolo della tirannia e dell’assolutismo, e riuscirono ad espugnarla, liberando i prigionieri)
La data del 14 luglio è celebrata ancora oggi come festa nazionale in Francia.
Da allora il governo della capitale fu assunto da un Consiglio di cittadini, che prese il nome di Municipalità; per la difesa di Parigi venne istituita la Guardia Nazionale, una milizia volontaria a difesa dell’Assemblea e dell’ordine pubblico con a capo il marchese La Fayette, un nobile di idee liberali che si era schierato con il Terzo stato, già noto per aver partecipato alla guerra d’indipendenza americana.
Il movimento di rivolta popolare si diffuse nelle città di provincia e nelle campagne.
I contadini avevano dato inizio a rivolte, massacri e saccheggi ai danni degli aristocratici e del clero. Iniziò per i ceti privilegiati la “grande paura”, che indusse molti nobili francesi a emigrare all’estero.
Intanto, la borghesia, si impadroniva dei consigli comunali obbedienti all'Assemblea costituente.
La notte del 4 agosto 1789, l’Assemblea Costituente, decretò l’abolizione dei privilegi del clero e della nobiltà e la soppressione dei diritti feudali.
Il 26 agosto 1789, l’Assemblea approvò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che seguendo le indicazioni della cultura illuministica e affermando l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, riconosceva l’esistenza di diritti derivanti all’uomo dalla natura e perciò uguali per tutti e inalienabili: i sudditi diventavano in tal modo cittadini.
L’Assemblea codificò tali diritti naturali nel riconoscimento della sovranità popolare, della libertà di parola, di pensiero, di religione e di stampa e dell’inviolabilità della persona e della proprietà.
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