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IL CONTROTERRORE E IL DIRETTORIO

Il 1795, subito dopo la condanna a morte di Robespierre, vede l’instaurazione di quello che gli storici hanno definito il Controterrore, una sorta di restaurazione non dell’Ancient regime, bensì di un periodo che gli anni scellerati del Terrore avevano minato radicalmente, soprattutto per le numerose denunce, delazioni e violenze: inizialmente questo proposito è stato identificato con l’eliminazione dalle fondamenta del partito che ha provocato tale situazione, ovvero i giacobini, con l’uccisione degli ultimi esponenti di tale partito, anche con azioni violente giustificate dal proposito di voler ristabilire l’ordine minato dalla piaga dei giacobini. Si decide quindi che in primo luogo è necessario scrivere una nuova Costituzione, in quanto la seconda non soltanto non era mai stata attuata ed era anche il frutto del lavoro dei giacobini, ma anche la prima, seppure di stampo moderato, che prevede di concentrare il potere esecutivo nelle mani del re: la nuova Costituzione prevede il suffragio censitario, il potere legislativo viene affidato a due organi collegiali, il Consiglio dei cinquecento e quello degli anziani, mentre il potere esecutivo ad un gruppo di persone, più precisamente cinque, che andavano a formare il cosiddetto Direttorio.

I due organi collegiali hanno un particolare e complesso sistema di voto, volto a cercare di mantenere per quanto possibile l’equilibrio, in modo tale che non vi fosse un nuovo tentativo di instaurare un governo autoritario e dittatoriale: metà dei membri di tali organismi viene eletto ogni quattro anni, ma l’altra metà è rinnovata ogni due anni e se ciò può essere visto come un’opportunità di ricambio finalizzata ad evitare un governo dittatoriale, dall’altra crea moltissima instabilità e ciò è molto negativo in quanto se vi è un governo stabile e duraturo per un lungo periodo di tempo ( ad esempio quattro anni ) esso può fare delle riforme, ma con un tale sistema di voto tale opportunità di promulgare nuove riforme in un lungo lasso temporale viene meno. All’instabilità del potere legislativo si va ad aggiungere anche quella del Direttorio, in quanto non essendoci un primo ministro o un Presidente della Repubblica, i membri di tale organo si trovavano ad essere sullo stesso piano, ma la voglia di emergere e di distinguersi al suo interno era tale che un colpo di Stato non era certamente una possibilità remota; inoltre il Direttorio, proprio perché formato da più persone, non può occuparsi di tutti i problemi dello Stato francese.
Di conseguenza i nuovi organismi nati dopo la promulgazione della terza ed ultima costituzione se da un lato hanno il privilegio di favorire un ricambio nel potere e l’impossibilità di un nuovo governo dittatoriale come quello giacobino, dall’altra favoriscono molto l’instabilità. A ciò si va ad aggiungere la situazione non certamente rosea a cui il Direttorio deve trovare una soluzione ottimale per le esigenze della Francia: nei quattro anni in cui questo organo detiene il potere esecutivo ( dal 1795 al 1799) le problematiche più importanti che deve affrontare sono dal punto di vista esterno le guerre contro le altre Potenze europee, soprattutto Austria e Prussia, anche all’interno dello Stato francese, in particolare per quel che riguard vi erano moltione del potere si creano tanti malumori e tentativi insurrezionali sia a destra che a sinistra.

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