Ominide 332 punti

Rivoluzione americana

La formazione degli Stati Uniti d’America si definì con la Convenzione di Filadelfia del 1787 nella quale i delegati dei diversi Stati si riunirono per determinare i poteri degli Stati e della Confederazione. Due figure importanti furono Hamilton ( che appoggiò la costituzione e divenne il primo segretario del tesoro) e Madison (eletto presidente degli stati uniti nel 1809 e 1813). La Costituzione approvata nel 1787 non prevedeva una dichiarazione dei diritti, Madison riteneva che essa sarebbe stata inefficace nel limitare il potere delle maggioranze popolari. Tuttavia nel 1791 venne emanato il Bill of Rights della Costituzione federale che costava di 10 emendamenti nei quali venivano esplicitati i diritti dei cittadini; ulteriori emendamenti vennero approvati nel 1865, come quello che proibiva la schiavitù. Si discusse molto circa i poteri che dovevano essere attribuiti al centro; inizialmente gli Stati Uniti erano nati come una confederazione di Stati indipendenti, ma poi si trasformarono in uno Stato federale dotato di un forte potere centrale concentrato nel Presidente, nel Congresso e nella corte Suprema, quest’ultima disciplinata dalla Costituzione, e dotata di 9 membri; è disfatto l’organo a vertice del potere giudiziario. Come dice anche Madison nel Federalista, la democrazia americana si deve distingue nettamente da quella antica, in quanto basata sul principio della rappresentanza e non su quello della partecipazione diretta. In merito a questo Jefferson ( primo presidente degli stati confederati in carica dal 1861 al 1865) e Madison si esprimevano in maniera diversa: per il primo (e per gli antifederalisti), i rappresentanti dovevano essere il più possibile simili ai rappresentati e collegati loro dal mandato ricevuto. Per il secondo invece la rappresentanza oltre ad essere un espediente tecnico serviva anche ad esercitare una funzione di filtro, in modo tale da far accedere al potere i cittadini più consapevoli, che non dovevano essere vincolati dal diritto di mandato, prevalse la concezione, in parte aristocratica, che prendeva in considerazione la superiorità per talento, virtù e ricchezza. Tuttavia i requisiti censitari per votare o essere eletti non vennero inseriti nella costituzione del 1787.
Poiché era indispensabile la divisione dei poteri occorreva tradurre il vecchio schema britannico in termini nuovi:
Il Re fu sostituito dal Presidente, capo dello Stato e del governo, eletto indirettamente: i cittadini, tutt’oggi, votano i grandi elettori che a loro volta scelgono il Presidente, che inoltre ha diritto di veto sul Congresso.
Il potere legislativo compete alla Camera dei rappresentanti ed al Senato, ma i rappresentanti sono eletti direttamente dai cittadini, mentre il Senato no; secondo la Costituzione del 1787 infatti esso, in quanto organo rappresentativo degli Stati dell’unione, deve essere composto da due senatori per ogni Stato, eletti da assemblee legislative dei singoli Stati. Qsto è un ulteriore esempio di democrazia filtrata
Il potere giudiziario è indipendente ed il suo vertice è rappresentato dalla Corte suprema ( che tra le altre cose esercita anche il controllo di costituzionalità sulle leggi), i cui giudici sono nominati dal presidente con l’accordo del senato
Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email