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Tra 15° e 16° secolo Roma è scenario di innovazioni artistiche e culturali che si concentrano soprattutto nelle aree governate dallo Stato Pontificio il quale commissiona opere d’arte e sovvenziona mecenati e spese di lusso. Uno dei metodi con i quali procurarsi denaro è la vendita delle indulgenze: un sistema immorale secondo cui dietro lauto compenso economico il clero abbreviava o annullava del tutto le pene da scontare in purgatorio, assicurando ai fedeli la salvezza dell’anima dopo la morte. Questa pratica suscitò scandalo e disapprovazione presso i fedeli, e fu anche una delle motivazioni per cui si giunse alla riforma protestante, avviata in Germania nel 1517 dal monaco agostiniano Martin Lutero, il quale propone un rinnovamento interno della chiesa e della religiosità. Il suo scopo principale è quello di promuovere il dialogo tra dio e il fedele attraverso un’interpretazione autonoma delle sacre scritture , abolendo la mediazione del sacerdote tra dio e fedele. Inoltre la salvezza dell’anima dopo la morte non dipende dalle opere buone , ma solo dalla fede e dalla grazia divina. Sulla scia della riforma protestante sorsero in Europa molti altri movimenti, tra cui il Calvinismo svizzero e la chiesa anglicana inglese.

Alla riforma luterana il clero rispose con una contro riforma avviata nel 1545 con il concilio di Trento.
Morto Lorenzo il Magnifico nel 1492 il primato culturale ritorna a Roma, che diventa il fulcro del rinascimento europeo. Se dal lato culturale l’Italia rivestiva un ruolo di primo piano , su quello militare appariva estremamente debole infatti ciò permise a Carlo 8° re di Francia di imporsi facilmente sul territorio italiano. Nel cinquecento prevale infatti la contesa tra Francia e regno asburgico-spagnolo, che si risolve nel 1519 con l’incoronazione di Carlo 5° d’Asburgo il quale prende il dominio sia del regno asburgico , sia della penisola iberica. L’Italia diventa in questo contesto il “territorio da conquistare”, infatti i francesi inviano truppe per evitare che gli iberici occupino l’Italia. Prevalgono gli Spagnoli che nel 1503 conquistano l’Italia meridionale insediando visi a Napoli e nel 1534 prendono controllo del ducato di Milano. Questa situazione si protrae fino al 1559 quando venne stipulata la pace di Cateau Cambresis. Nonostante l’egemonia spagnola la crisi italiana era iniziata nel 1527 a seguito del “sacco di Roma” il quale pose definitivamente fine al rinascimento italiano e inaugurò la decadenza italiana . nel 1530 Carlo 5° fu incoronato dal papa: ciò simboleggia la sottomissione al predominio spagnolo dell’Italia. Sia nell’arte che nella letteratura si manifesta il “manierismo”, ovvero un a esasperazione esagerata della corrente classicista che perdura circa 15 anni dal 1530 al 1545, anno in cui ha inizio il concilio di Trento.

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