Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Alla fine del XV secolo, le istituzioni cattoliche affrontavano una grave crisi, con accuse di corruzione e malcontento diffuso tra la popolazione e i sovrani.
  • Le indulgenze venivano vendute dagli ecclesiastici, offrendo sconti di pena per il purgatorio in cambio di denaro e beni materiali, contribuendo alla costruzione della cupola di San Pietro.
  • In un contesto di paura e incertezze, si svilupparono fenomeni di persecuzione, come la caccia alle streghe, con accuse rivolte principalmente a donne di praticare stregoneria.
  • Gli ebrei furono stigmatizzati come usurai e accusati di omicidi rituali, portando nel 1555 a un decreto di papa Paolo IV che imponeva loro di vivere in ghetti.
  • La crescente disapprovazione verso la Chiesa cattolica si alimentava di pratiche come la vendita delle indulgenze e la violazione del celibato da parte dei membri del clero.

Indice

  1. Crisi delle istituzioni cattoliche
  2. Vendita delle indulgenze
  3. Caccia alle streghe e accuse agli ebrei

Crisi delle istituzioni cattoliche

Fine XV secolo: crisi delle istituzioni cattoliche, che erano sempre più corrotte e mal viste sia dal popolo dei fedeli, sia da principi e sovrani. Inoltre in molti erano convinti che presto sarebbe arrivata la fine del mondo, come punizione mandata da Dio per i peccati commessi dagli uomini. Il papa, i cardinali, i vescovi e i sacerdoti più in vista venivano accusati di:

1) Accumulare ricchezze.

2) Non rispettare il celibato.

3) Vendere le indulgenze.

Vendita delle indulgenze

Le indulgenze sono una specie di “sconto di pena”, che consiste nella riduzione degli anni da passare in purgatorio, dopo la morte, prima di salire in Paradiso. Molti ecclesiastici cominciarono a vendere queste indulgenze, cioè ad accettare denaro o beni materiali in cambio dell’intercessione religiosa per scontare gli anni di purgatorio del fedele che faceva l’offerta. (la cupola di San Pietro a Roma fu costruita grazie alle donazioni ricavate dalla vendita delle indulgenze)

Caccia alle streghe e accuse agli ebrei

In un clima di costante incertezza e di paura, si cercò di individuare dei capri espiatori, cioè qualcuno a cui dare la colpa dei mali che colpivano la società. Presero vita in questo modo due fenomeni:

1) Caccia alle streghe venivano accusati gruppi di donne e uomini – ma soprattutto donne – di venerare il diavolo durante delle sedute notturne che avvenivano nella notte tra il sabato e la domenica.

2) Gli ebrei venivano accusati di essere usurai e di uccidere i bambini cristiani. Nel 1555 papa Paolo IV obbligò gli ebrei a vivere nei ghetti, ovvero in quartieri separati dal resto della città e vietò loro di possedere beni immobili. (case e palazzi)

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali accuse rivolte alle istituzioni cattoliche alla fine del XV secolo?
  2. Alla fine del XV secolo, le istituzioni cattoliche erano accusate di accumulare ricchezze, non rispettare il celibato e vendere indulgenze, suscitando malcontento tra i fedeli e i sovrani.

  3. Cosa sono le indulgenze e come venivano utilizzate dagli ecclesiastici?
  4. Le indulgenze erano sconti di pena per ridurre il tempo in purgatorio, e molti ecclesiastici le vendevano in cambio di denaro o beni materiali, contribuendo anche alla costruzione della cupola di San Pietro a Roma.

  5. Quali fenomeni sociali emersero in risposta alla crisi e all'incertezza del periodo?
  6. In un clima di paura, si svilupparono la caccia alle streghe, con accuse rivolte principalmente a donne, e la persecuzione degli ebrei, costretti a vivere in ghetti e accusati di usura e crimini contro i cristiani.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community