Il riassetto amministrativo quattrocentesco

A partire da Martino V, per il calo delle rendite della Camera apostolica dato dalla la crescente autonomia delle Chiese nazionali, i pontefici ebbero come obiettivo primario l’incameramento(assunzione) delle risorse fiscali nei territori direttamente sottoposti.
Alcune terre rimasero governate dai signori, mentre i maggiori comuni cittadini (Perugia, Bologna, Ascoli, Ancona, Macerata) stabilirono rapporti nuovi con Roma.
Subentrarono ufficiali provinciali con l’incarico di raccogliere quanto dovuto alla Camera apostolica e rappresentanti del governo centrale che affiancavano gli organi governativi locali.

Il misticismo

Nel Trecento si diffusero alcuni orientamenti mistici che invitavano a una religiosità più intima e individuale, quindi a un rapporto diretto con la divinità senza la mediazione del sacerdote.

In Germania fu un teologo domenicano noto come maestro Eckhart a promuovere il misticismo; in Italia fu importante Caterina da Siena che criticò la corruzione degli ecclesiastici, rischiando di essere condannata come eretica.
Nella seconda metà del XIV secolo comparvero movimenti che predicavano l’imitazione dell’umanità di Cristo nella vita quotidiana e, nonostante le accuse di eresia da parte del clero, la Santa sede approvò alcuni di questi movimenti, come quello dei Fratelli della Vita comune che non avevano preso i veti, ma vivevano insieme sperando di raggiungere una certa perfezione spirituale imitando Gesù.

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