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Le radici della crisi

Nella prima metà del Cinquecento si verificò in Europa un fatto di enorme portata: la rottura dell'unità religiosa della cristianità, che era stata una caratteristica fondamentale della civiltà medievale.
La Riforma protestante segnò tale rottura, ma essa è da considerare come il punto di arrivo di un lungo itinerario. Le sue origini infatti vanno ricercate nella crisi che ormai da secoli affliggeva le istituzioni ecclesiastiche e nei nuovi fermenti religiosi che animavano singoli intellettuali e intere popolazioni.
Durante il Medioevo la Chiesa era il centro della Respublica christiana e incarnava l'elemento più profondo di unità del mondo civile. Il sistema politico e religioso che essa aveva realizzato si era sostituito al mondo romano e aveva diffuso un tipo di civiltà sostanzialmente uniforme.
Nella visione della cristianità medievale, l'umanità doveva essere unificata in una società nella quale la volontà divina fosse l'unica legge cui dovevano richiamarsi tanto il potere spirituale quanto quello temporale. Era questo il principio da cui si era sviluppata la teoria teocratica, secondo cui la Chiesa, in quanto istituzione divina, era superiore a qualsiasi organizzazione umana. Il clero stesso divenne un ceto privilegiato, in quanto era il custode dei princìpi cristiani che dovevano regolare ogni forma di vita civile e somministrava i sacramenti necessari al cristiano per ottenere la salvezza dell'anima. Nel contempo l'identificazione delle gerarchie ecclesiastiche con quuelle sociali e il ruolo sempre più politico del papato favorirono la corruzione dei costumi degli ecclesiastici tra i quali si diffusero comportamenti immorali come la compravendita delle cariche o il concubinato. Ma sin dal X secolo sorsero movimento che volevano contrastare questa decadenza della chiesa: il movimento clunicense, innanzitutto , che con Gregorio VII giunse a controllare il papato; e i movimenti popolari, come la Pataria, che combattevano la corruzione del clero. Poi nel XIII secolo vennero gli ordini mendicanti, che testimoniavano i valori dell'umitltà e della povertà contrastando la diffusione delle risposte eretiche alla crisi.

Nella sostanza, fin dall'inizio del Basso Medioevo, sorse nel mondo cristiano un'esigenza di riforma che combatteva la "mondanizzazione" della Chiesa e che fu interpretata sia da forze che restavano nell'ortodossia sia da movimenti eretici.

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