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Carlo VI ben prima di morire voleva poi mettere al riparo l’impero da possibili guerre di successione, e ammetta la successione femminile con la Prammatica Sanzione (1713) spianando la strada a sua figlia Maria Teresa. La Francia, in questo momento riconosce il provvedimento, ottenendo in cambio il ducato di Parma. Si noti il carattere temporale di questa scelta, mantenuta finché è in vita l’imperatore. La Lombardia torna quasi totalmente agli Austriaci, ad eccezione di qualche favore ai Savoia che ricevono Novara, Tortona e le Langhe. I Savoia non avranno scrupoli ad inserirsi nei conflitti e a salire sul carro del vincitore ripetutamente.
Morirà nel 1740 l’imperatore Carlo VI, dopo un trentennio di politica stranamente arrendevole e pronta alla conciliazione. Questo atteggiamento era probabilmente finalizzato allo spianare al strada alla successione della figlia. Salirà effettivamente al trono nello stesso anno, ma questa carica non viene accettata già all’interno dell’impero, a partire da Baviera e Sassonia, perché avrebbe aumentato il numero di pretendenti al trono da scavalcare per procedere della linea di successione. Nemmeno la Prussia del despota illuminato Federico II accetta, seguito dalla Francia e dai Savoia, speranzosi di poter ottenere qualcosa. La sovrana è in un momento dunque di debolezza e di potenziale crisi interna, di cui approfitta Federico II di Prussia che occupa la Sesia, ricco territorio dell’impero, mentre la francia e la Baviera occupano la Boemia arrivando a minacciare Vienna, tentando di opporgli Carlo Alberto di Baviera.

Per resistere, Maria Teresa gioca d’astuzia e diplomazia, cercando alleati. Ne trova nei Maciari, cioè la nobiltà combattente ungherese, in cambio di concessioni per appoggio militare. Decide poi di cedere formalmente la Slesia alla Prussia nel 1742, mentre Inghilterra, Olanda e regno di Sardegna creano una sorta di coalizione in appoggio all’imperatrice. Ecco riemergere l’abitudine sabauda di spostarsi anche in pieno conflitto dalla parte ad essa più propizia.
La coalizione ottiene successi in Germania e nei paesi bassi austriaci invasi dai Frnacesi, i quali di rimando decidono di ricambiare la cortesia invadendo il piemonte. Agli autro-piemontesi non resta che occupare la Genova filo-francese.
Tuttavia l’austria non si rassegna allo smacco, decidendo di accerchiare “l’esercito con uno stato” di federico, allendosi con la Francia, nemica secolare, in cambio di promesse di cessioni territoriali. Alle due potenze si unisce la Russia della Zarina Elisabetta, mentre la Russia si lega ll’inghilterra per difendersi dalla coalizione che si sta preparando per la guerra dei sette anni.
Si viene a creare un sostanziale equilibrio di forze, situazione terribile fortunatamente risolta con le trattative di pace di Aquisgrana nel 1748. La Prussia riceve formalmente la Slesia, i Savoia annettono Vigevano, Voghera e l’alto novarese, mentre Parma e Piacenza finiscono nelle mani dei Borbone di Spagna. D’altro canto è finalmente riconosciuta la prammatica sanzione.

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