Concetti Chiave
- Luigi XVIII ripristinò la costituzione del 1814 dopo la caduta di Napoleone, ma il suo successore Carlo X adottò politiche autoritarie che provocarono malcontento tra liberali e popolazione.
- Le ordinanze di Saint-Cloud, emesse da Carlo X, imponevano censura sulla stampa e limitazioni al corpo elettorale, scatenando la rivoluzione di luglio 1830 a Parigi.
- Il Belgio ottenne la sua indipendenza nel 1830, dopo un moto rivoluzionario a Bruxelles, sostenuto dalla simpatia francese e dal riconoscimento inglese, diventando uno stato monarchico costituzionale.
- La Polonia tentò di ribellarsi contro la dominazione russa nel 1831, ma dopo un iniziale successo, si arrese a causa di conflitti interni e dell'attacco russo, perdendo nuovamente l'indipendenza.
- In Italia, il moto di insurrezione del 1831 in Emilia e Romagna, sostenuto dalla Carboneria, fallì a causa del tradimento del duca Francesco IV e dell'intervento austriaco che ristabilì l'ordine.
La restaurazione di Luigi XVIII
Dopo la caduta di Napoleone, salì al trono Luigi XVIII, che ripristinò la costituzione del 1814, concessa dal fratello Luigi XVI.
L'ascesa di Carlo X
Dopo la morte di Luigi XVIII, salì al trono Carlo X, il cui desiderio era quello di tornare ad un regime simile a quello della monarchia assoluta.
Davanti al malcontento dei liberali e del popolo, il re Carlo X, insieme al ministro Polignac, abbandonò la politica moderata di Luigi XVIII per far spazio ad una politica autoritaria.
Le ordinanze di Saint-Cloud
Egli concesse numerosi privilegi al clero e all’aristocrazia, come la legge, detta “del Miliardo”, con la quale risarcì tutti i nobili francesi costretti all’emigrazione durante la rivoluzione e vennero varate quattro ordinanze (Ordinanze di Saint-Cloud, 26 luglio 1830), che prevedevano la censura della stampa, una diminuzione dei membri del corpo elettorale, lo scioglimento della Camera e l’indizione di nuove elezioni.
La rivoluzione di luglio 1830
I liberali, affiancati dal popolo, insorsero perciò a Parigi per tre giornate dette “gloriose” (27-28-29 luglio 1830) e, in accordo con gli esponenti della democrazia, si accordarono per una nuova costituzione e la sostituzione di Carlo X, che fuggì in Inghilterra, con Luigi Filippo d’Orleans, che giurò fedeltà al regime costituzionale.
L'indipendenza del Belgio
In seguito al Congresso di Vienna, Belgio e Olanda erano uniti in un unico stato, per fungere da stato cuscinetto per una eventuale volontà francese di espansione territoriale.
I belgi, però, mal sopportavano l'unione con l'Olanda e si sentivano esclusi dalla vita politica, poiché il nuovo re Guglielmo I assegnava tutti gli incarichi di rilievo agli olandesi.
A ciò si aggiungeva il fatto che gli olandesi fossero protestanti, mentre i belgi cattolici.
Così i belgi si unirono in un movimento e, nell'agosto 1830, scoppiò a Bruxelles un moto rivoluzionario.
Guglielmo I inviò delle truppe armate per reprimere la rivolta. Tuttavia il moto belga riscosse simpatie tra i francesi, che vedevano infrangersi lo stato cuscinetto creato sul loro confine.
I deputati francesi convinsero gli inglesi sulla necessità dell’indipendenza del Belgio, che fu così riconosciuto come stato indipendente, staccato dall'Olanda, con un regime monarchico costituzionale a capo del quale fu scelto il principe tedesco Leopoldo I di Sassonia.
Le riforme in Spagna e Inghilterra
In Spagna venne ottenuta una revisione delle istituzione fondata sul modello francese, mentre in Inghilterra il governo passa di conservatori (tories) ai progressisti (whigs), che misero in atto una serie di riforme democratiche: le amministrazioni cittadine divennero elettive, fu abolita la schiavitù in tutto l’Impero e cominciarono a nascere delle legislazioni per la protezione del proletariato di fabbrica.
La rivoluzione polacca del 1831
Dalla caduta di Napoleone, la Polonia aveva perso l'indipendenza e si trovava ad essere uno stato nelle mani della potenza russa.
Visti i successi ottenuti in Francia, alcuni polacchi promossero un moto rivoluzionario.
A scatenare questa reazione fu in particolare l’ostilità nei confronti della Russia, che esercitava una politica di repressione nei confronti della Polonia, specialmente dopo l'ascesa dello zar Nicola I, che aveva cercato di utilizzare le truppe polacche per frenare l’insurrezione belga.
Quando diedero inizio alla rivoluzione, i polacchi erano convinti che la Francia sarebbe intervenuta contro la Russia, ma non lo fece, perché ciò avrebbe causato la reazione della Prussia e dell'Austria, unite allo zar dai patti della Santa Alleanza.
Nonostante ciò, il moto portò all’indipendenza della Polonia (gennaio 1831).
Ben presto però sorsero dei conflitti interni: alcuni erano convinti che, a questo punto, si dovesse scendere a patti con i russi, altri credevano nella necessità di continuare la guerra.
Approfittando di questi conflitti, le armate russe attaccarono i polacchi che, nell’ottobre 1831, si arresero. Varsavia venne presa ed il moto soffocato nel sangue. La Polonia tornò ad essere una provincia russa.
Il fallimento della rivolta emiliana
Nel 1831, a Modena, la Carboneria aveva intrecciato rapporti con il duca Francesco IV.
Si andò così organizzando un moto di insurrezione che comprendeva numerose città emiliane e romagnole, cioè le Legazioni di Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna, sotto il dominio dello Stato della Chiesa. Fiduciosi dell'appoggio del duca, i cospiratori diedero inizio alla rivolta, ma Francesco IV li tradì e fece arrestare molti dei capi della rivolta, tra cui Ciro Menotti.
Nonostante ciò, per via del timore di un intervento austriaco, gli insorti presero importanti città come Modena, Parma e Bologna, dove furono creati governi provvisori.
Questi tuttavia non resistettero a lungo, a causa del mancato intervento francese, in cui si confidava molto. Nel marzo 1831 l'esercito austriaco fu fatto intervenire ed in breve tempo fu ristabilito l'ordine, cui seguirono condanne a morte.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali azioni di Carlo X durante il suo regno?
- Cosa scatenò la rivoluzione di luglio del 1830 in Francia?
- Quali furono le cause dell'indipendenza del Belgio?
- Quali furono le conseguenze della rivoluzione polacca del 1831?
- Qual è stata la sorte della rivolta emiliana del 1831?
Carlo X abbandonò la politica moderata di Luigi XVIII per adottare una politica autoritaria, concedendo privilegi al clero e all'aristocrazia e promulgando le Ordinanze di Saint-Cloud, che includevano la censura della stampa e lo scioglimento della Camera (testo).
Il malcontento dei liberali e del popolo contro le politiche autoritarie di Carlo X portò a tre giornate di insurrezione a Parigi, culminando nella sostituzione del re con Luigi Filippo d’Orleans, che giurò fedeltà al regime costituzionale (testo).
I belgi, esclusi dalla vita politica sotto il regno di Guglielmo I, si ribellarono nel 1830 contro l'unione con l'Olanda, sostenuti dai francesi, e ottennero il riconoscimento dell'indipendenza con un regime monarchico costituzionale (testo).
Nonostante l'inizio della rivoluzione e la speranza di un intervento francese, la Polonia fu sopraffatta dalle forze russe, che riconquistarono Varsavia e ripristinarono il controllo russo, soffocando il moto nel sangue (testo).
La rivolta, inizialmente sostenuta dal duca Francesco IV, fallì a causa del tradimento del duca e dell'intervento austriaco, che ristabilì l'ordine e portò a condanne a morte per i capi insorti (testo).