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I Maya e gli Aztechi


Nel Cinquecento, l’America era abitata da popoli diversi, che in conquistatori europei chiamarono Indios al Sud e Pellirosse al Nord. Nell’America centrale esistevano già da molti secoli le grandi civiltà dei Mya e degli Aztechi. I Maya erano un popolo pacifico di agricoltori. Non possedevano un vero e proprio esercito; i contadini stessi, in caso di necessità, si armavano per difendere le loro terre. Utilizzavano tecniche agricole evolute e coltivavano mais, fagioli, zucche, tabacco e pomodori. A capo della società Maya c’era un re, venerato come una divinità. I sacerdoti erano depositari della scienza e della cultura; essi infatti sapevano utilizzare la scrittura, praticavano la medicina, studiavano l’astronomia e organizzavano la vita civile e religiosa secondo un calendario composto da 365 giorni. Al momento della scoperta dell’America, l’altra grande civiltà, quella degli Aztechi, aveva raggiunto il suo massimo splendore nella regione che corrisponde all’attuale Messico. Gli Aztechi sapevano lavorare con grande abilità oro, argento e pietre preziose, con cui fabbricavano bellissimi gioielli. Valorosi guerrieri, costruirono un Impero vastissimo sconfiggendo tutte le tribù confinanti. La capitale degli Aztechi era Tenochtitlan ( attuale Citta del Messico), una meravigliosa città costruita sulle isole del lago Texococo , circondata dalle acque e da alte montagne, ricca di palazzi e di templi maestosi a forma di piramide. Le civiltà dei Maya e degli Aztechi furono distrutte dai conquistatori spagnoli che, armati di fucili e cannoni, si impadronirono delle loro ricchezze, sterminarono gran parte della popolazione, rasero al suolo città e palazzi.
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