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Il dibattito sull'intolleranza e sulla religione

Il Seicento è il secolo della guerra dei Trent'anni ed è il secolo della chiesa della Controriforma.
La vita interna degli Stati fu dominata dall'intolleranza e dalla violenza verso i ''diversi'': coloro che non professavano la stessa fede dei loro sovrani.
Ci fu un serio dibattito sulla tolleranza religiosa. Si diffuse l'esigenza di una riflessione sulla necessità della tolleranza religiosa, arrivando anche a un ripensamento sull'essenza e sul significato della religione. La fede cristiana cominciò a non essere più considerata il centro della vita e del pensiero dell'uomo moderno.
Il problema della tolleranza fu profondamente sentito in Olanda, Venezia, Svizzera e Inghilterra. In Inghilterra il filosofo John Locke sviluppò un ampio dibattito sul tema della tolleranza nella famosa Lettera sulla tolleranza. Locke era sostenitore della netta separazione tra lo Stato e la Chiesa.

Locke era difensore della libertà di coscienza. E ritenne anche che la tolleranza dovesse essere negata solo alle religioni intolleranti: il cattolicesimo e l'ateismo. In Inghilterra i deisti affermarono che: solo una religione e una pratica morale fondate sulla pura ragione, possono far conoscere un Dio accettabile dall'uomo. In Francia i libertini erano una ristretta cerchia di uomini colti, decisi a lottare contro le religioni rivelate, se non addirittura pronti a una professione di aperto ateismo.

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